Il direttore della filiale di Perugia di Banca d'Italia Antonio Carrubba

di Ivano Porfiri

«Segnali di miglioramento» ci sono, ma la ripresa è «balbettante» con la pesante zavorra del calo dei consumi. Ad affermarlo è Bankitalia, che ha presentato l’annuale Rapporto sull’economia in Umbria, che fotografa l’andamento del 2013 e traccia le prime tendenze del 2014. Dedichiamo un capitolo a parte all’occupazione: dato peggiore da 20 anni con 37 mila giovani inoccupati.

Picco negativo Secondo Banca d’Italia «nel 2013 l’attività economica in Umbria si è ulteriormente contratta». Le stime Prometeia parlano di una diminuzione del Pil dell’1,9% (in linea con il dato italiano), che si va a sommare al -10,6 del quinquennio precedente. Il totale fa -12,5% dal 2007 ad oggi (in Italia -8%). «Se si pensa che nella famosa recessione del ’29 si è perso il 5,5% in due anni, si può capire la durata e la profondità di questa crisi».

Segnali di miglioramento Dai dati dell’ultimo trimestre dell’anno, però, cui si sommano i primi del 2014, secondo il direttore della filiale di Perugia Antonio Carrubba «sono emersi segnali di miglioramento». Il +0,1% del Pil nell’ultimo trimestre fanno parlare tecnicamente di «fine della recessione» (interrompendo una serie di ben 9 trimestri di calo consecutivi). Ma ciò che induce di più all’ottimismo, seppur cauto, è il clima di fiducia che va diffondendosi tra le imprese. «Non ci sono ancora numeri – è stato detto – ma dalle indagini condotte, soprattutto nel manufatturiero, per il 2014 si attendono un aumento del fatturato tutte le tipologie aziendali, anche le piccole e quelle che guardano al mercato interno».

Manufatturiero Ma torniamo all’analisi dei numeri. Nel 2013 nel manufattiriero il valore aggiunto si è contratto del 3,5% con una forte forbice tra l’andamento delle imprese esportatrici e quelle che vendono in Italia. E anche tra i settori: è proseguita l’espansione di agroalimentare e tessile, mentre prosegue il calo dei prodotti metalliferi.

Export Il dato sulle esportazioni è, come ormai da qualche anno, il migliore: al netto dei metalli (l’Ast incide e distorce il dato con i suoi volumi) si è avuta una crescita del 7-8% tornando quindi ai livelli pre-crisi del 2007.

Costruzioni Il peggiore, invece, resta quello dell’edilizia. E’ vero che a fine 2013 si è avuto un rallentamento del calo nel settore, ma comunque l’anno scorso ha fatto segnare un ulteriore calo delle compravendite cui si affianca una contrazione dei mutui erogati del 15% (nel 2012 però si era avuto un -50%).

I servizi e consumi In termini reali nei servizi secondo Prometeia c’è stato un calo dello 0,8% nel 2013 (-2,7% nel 2012) con il commercio in sofferenza, meno accentuata nella grande distribuzione (segnali di fiducia per il 2014). Ma è il calo dei consumi a tenere sott’acqua l’economia umbra, secondo Bankitalia. La spesa per i beni durevoli è calata del 4,1% (-8,9% delle immatricolazioni auto). E anche il turismo va male, peggio che nel resto d’Italia: presenze -2,2% di cui -3,8% di italiani e +0,7 di stranieri che però spendono meno: -12,8% (a fronte di un +2,9% nel resto d’Italia).

Credito Prosegue l’andamento negativo anche del credito a imprese e famiglie, anche se c’è stato un rallentamento della caduta. Nel 2013 in complesso si è registrato un -2,9% nell’erogazione dei prestiti (-3,7% in Italia). Il credito alle imprese si è attestato al -3,4% di dicembre confermato a marzo 2014 con un calo netto tra le banche locali (nel 2012 era cresciuto il loro apporto all’economia, ora sono a livello dei grandi gruppi). Il credito alle famiglie a dicembre era al -1,4%, a marzo al -0,6%. peggiora ancora la qualità del credito con il tasso di decadimento arrivato al 5,4% di marzo, dopo una lieve flessione a fine 2013. Infine i depositi: +5,1% a fine 2013 che diventa +4% a marzo con una frenata di quelli delle famiglie e una crescita di quelli delle imprese.

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