Torna la fermata piazza Carducci, tensione tra Comune e Um (foto Fabrizi)

di Iv. Por.

A giugno ci ha messo una pezza la Regione, con altri 5 milioni di anticipazione per pagare gli stipendi, ma l’orizzonte resta fosco e già si paventa il mancato pagamento degli emolumenti di luglio, compresa 14esima. Così i sindacati hanno deciso di rompere gli indugi e dichiarare lo stato di agitazione.

Stato di agitazione La minaccia di mobilitazione era già arrivata via lettera degli stessi sindacati, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Orsa, che non essendo rimasta «priva di riscontro», alla luce del «permanere di una situazione di grave disagio e incertezza da parte di tutti i dipendenti», proclamano lo «stato di agitazione di tutto il personale di Umbria Tpl Spa» e aprono «formalmente le procedure di raffreddamento ai sensi della legge 146/90 così come modificata dalla legge 83/00».

Cosa accade La dichiarazione di stato di agitazione, di fatto, apre la strada a tutta una serie di forme di mobilitazione che possono arrivare fino allo sciopero.

I perché dell’agitazione Per le motivazioni, i sindacati richiamano «il mancato rispetto dell’Accordo Nazionale del 26 aprile 2013 relativo al rinnovo del Ccnl di settore con la conseguente mancata erogazione, con le competenze di maggio 2013, dell’Una Tantum relativa agli arretrati; la mancata definizione, entro la data odierna, del protocollo di intesa relativo alle garanzie (industriali, occupazionali e reddituali) da inserire nel bando di gara in via di definizione per l’individuazione di un partner industriale, così come da impegno sottoscritto in occasione dell’incontro tenutosi in azienda lo scorso 6 giugno 2013; la possibilità che potranno non essere pagate le retribuzioni scadenti nel prossimo mese di luglio (relative a giugno e alla 14ma mensilità 2013).

Ognuno le proprie responsabilità I rappresentanti dei lavoratori sottolineano di non essere più disponibili a «sopportare una situazione per la quale, a distanza di un anno dall’emersione della drammatica situazione aziendale, non si registrano ancora sostanziali passi in avanti», perciò riconfermano la «determinazione a mettere in campo tutte le iniziative utili per arrivare ad una definizione della vertenza, richiamando tutti i soggetti interessati alle loro responsabilità, sia politiche che gestionali».