Rallenta la congiuntura nei primi tre mesi del 2018 ma rimane positivo il confronto tendenziale con il 2017. Bene ordinativi totali, ordinativi interni e occupazione. Nuova battuta d’arresto per le micro imprese, artigianato e nel commercio. È quanto emerge dall’indagine congiunturale di Unioncamere Umbria sul primo trimestre.

Manufatturiero col segno più I risultati del Manufatturiero, benché numericamente più positivi che negativi, scontano il confronto con il trimestre precedente e il suo ottimo andamento. Dall’indagine risultano in crescita ordinativi in totale, ordinativi interni e occupazione, sia nel confronto congiunturale che tendenziale, mentre gli ordinativi esteri sono leggermente inferiori a quelli del I trimestre 2017 ma in crescita rispetto alla fine del 2017. Produzione, fatturato e fatturato interno segnano variazioni positive rispetto al I trimestre dello scorso anno mentre hanno valori negativi rispetto al trimestre precedente.

Bene l’elettrico, male il tessile A livello settoriale sono le industrie elettriche quelle che hanno l’andamento migliore registrando solo variazioni positive, seguono quelle dei metalli e industrie del legno: le variazioni negative più numerose invece attengono alle industrie tessili e alle industrie chimiche.

Artigianato e commercio Le imprese artigiane segnano variazioni positive nel tendenziale ma negative nel congiunturale, risultato comprensibile visti i dati “molto” positivi del trimestre scorso. A livello dimensionale le performance migliori sono quelle delle grandi imprese (oltre i 50 addetti) seguono le medie, che segnano il valore negativo più consistente (-10,2%) nel fatturato estero rispetto al trimestre precedente, e fanalino di coda per le piccole evidenziando tutte le loro difficoltà. Per quanto attiene al commercio, il “momento” di incertezza iniziato nel 2016 e continuato per tutto il 2017, fino a sbiaditi segni di miglioramento avuti a fine 2017, torna ad evidenziarsi in questi primi tre mesi del 2018. Calano le vendite e calano gli ordinativi; l’occupazione negativa nel confronto tendenziale è comunque positiva in quello congiunturale; crescono i prezzi di vendita. Non mancano segnali positivi che evidenziano il miglior andamento degli ipermercati così come le imprese che superano i 50 addetti mostrano più variazioni positive superiori alle altre due fasce dimensionali.

Mencaroni: «Soffrono i piccoli» «Con l’inizio del 2018 – commenta il presidente di Unioncamere Umbria Giorgio Mencaroni – al di là di alcuni segnali positivi per il manifatturiero e per le medie-grandi imprese, permangono criticità importanti per le micro imprese, per le artigiane e per il commercio che nella nostra regione sconta da troppo tempo una crisi da cui si fatica ad uscire. Gli imprenditori rimangono cauti sulle loro giudizi sulle previsioni future e come abbiamo riscontrato nella precedente indagine non programmano investimenti, tantomeno quelli legati al piano governativo impresa 4.0, occorre quindi dare nuovo impulso e sostegno al tessuto economico regionale e il sistema camerale sarà in prima linea nel rilancio competitivo delle piccole e delle micro imprese».

Cruscotto statistico Nel primo trimestre del 2018 le imprese registrate in Umbria ammontano a 94.000, di cui 79.754 (l’84,8%) attive, una percentuale leggermente maggiore di quella relativa al dato nazionale e superiore di 4 punti all’80,6% del totale regioni centrali; rispetto a fine 2017 l’Umbria segna una variazione negativa dello 0,6% e anche tendenzialmente, date a marzo 2017 94.220 imprese registrate, un calo dello 0,2%. Per quanto attiene alle iscrizioni nei primi 3 mesi sono 1.490, il 10,2% in meno rispetto al primo trimestre 2017 (in Italia il calo è del 2,3%); diminuiscono anche le cancellazioni totali che ammontano a 2.022 (-33,3% rispetto allo scorso anno, mentre a livello nazionale calano ma solo del 3,5%). In aumento gli addetti totali delle imprese umbre che arrivano a 230.625 con una crescita dell’1,3% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Settori Per quanto attiene ai settori, il 23,4% delle registrate umbre attiene al settore del commercio segue con il 17,9% l’agricoltura e con il 13,2% le costruzioni; anche a livello nazionale sono i menzionati i tre settori più importanti anche se la percentuale dell’agricoltura per il totale regioni è minore a favore principalmente del commercio (nell’ordine 12,3% e 25,2%). Sempre a livello settoriale, rispetto allo stesso trimestre del 2017 le perdite più consistenti sono nel commercio (261 imprese in meno), nelle costruzioni (148 imprese in meno) e nel manifatturiero (112 imprese in meno) con una variazione del -1,2% le prime e dell’1,5% le seconde.
Anche il trasporto presenta il segno meno. Tra i settori in positivo alloggio e ristorazione, noleggio, attività finanziarie ed immobiliari, altre attività di servizio. Aumentano le aperture di unità locali (+14,2) e diminuiscono le cancellazioni delle imprese del 33,3% (a livello nazionale le variazioni sono rispettivamente del -7,6% e del -3,5%).

Liquidazione e fallimenti Da evidenziare però che le imprese entrate in scioglimento e liquidazione salgono a 431, il 4,1% in più rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, in linea con il +4,5% del dato dell’Italia. I fallimenti e le altre procedure concorsuali invece scendono a 59, esattamente -4,8% rispetto al I trimestre 2017: si conferma il calo dei fallimenti anche a livello nazionale pur se “solo” di un -5,3%.

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