Quattro concorsi pubblici, ecco i profili richiesti
In Umbria nel 2011 il 22,8% dei giovani era senza lavoro

di Daniele Bovi

Vola il tasso di disoccupazione in Umbria con il primo trimestre del 2012 che conferma i timori e l’aggravarsi del quadro complessivo emerso dai dati dell’ultimo trimestre 2011. Secondo i numeri diffusi venerdì mattina dall’Istat il tasso di disoccupazione in Umbria si attesta tra gennaio e marzo al 9,8%, la percentuale più altra tra le regioni del Centro-Nord. Un peggioramento secco del 2,8% rispetto agli ultimi tre mesi del 2011. Un numero che, consultando le serie storiche dell’Istituto, non si vedeva dal trienno 1994-1996, quando la disoccupazione viaggiava al ritmo del 9-10%. Il 9,8% dell’Umbria è appena al di sotto della media nazionale (10,2%), con i tecnici Istat che analizzando questi dati (provvisori e destagionalizzati) parlano di una «fotografia preoccupante».

39mila in cerca Altrettanto preoccupante è la crescita esponenziale del numero di persone in cerca di un lavoro. Se da una parte nel 2011, in media, i disoccupati sono stati 26 mila, tra ottobre e dicembre il quadro è sensibilmente peggiorato. Dopo tre trimestri fatti di numeri in calo (27 mila, 25 mila e poi 21 mila), nell’ultimo periodo si è rapidamente saliti a 29 mila. Un numero esploso, tra gennaio e marzo 2012, fino a 39 mila: negli anni Duemila il dato più alto dal 2004. Per trovare qualcosa di simile bisogna scorrere le serie storiche all’indietro fino al trienno 1994-1996, quando le persone in cerca di un’occupazione erano oltre 30 mila. Tra le 39 mila persone «in caccia» la maggior parte sono ex occupati (21 mila, in crescita sensibile rispetto alle 16 mila degli ultimi mesi del 2011), mentre coloro che non hanno alcuna esperienza di lavoro sono settemila. Ventitremila sono le donne alla ricerca (16 mila gli uomini), in nettissimo rialzo rispetto alle 16 mila dell’ultimo trimestre 2011.

I giovani Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile gli ultimi numeri disponibili arrivano al dicembre 2011. Quando l’Istat parla di disoccupazione giovanile si riferisce a quella fascia di età che va dai 15 ai 24 anni, in Umbria caratterizzata da un tasso molto alto di scolarizzazione. Se si parla di disoccupati però ci si riferisce, tecnicamente, a persone che un impiego lo stanno cercando. In questa fascia d’età, racconta l’Istat, il tasso di disoccupazione è del 22,8% (28,4% tra le donne); un numero che appare quasi confortante se paragonato al 35,9% nazionale che rappresenta la vetta più alta dal 1993 in qua. Tornando all’Umbria tra gennaio e marzo 2012 sono scesi in modo secco anche gli occupati, che passano da 364 mila a 357 mila: di questi 11 mila sono impiegati nell’agricoltura, 108 mila nell’industria e 238 mila nei servizi. Giù anche il tasso di occupazione che passa dal 62,2% al 61%.

I dati nazionali A livello nazionale tra gennaio e marzo 2012 il numero dei disoccupati registra un forte aumento su base tendenziale (+30%, pari a 646 mila unità), portandosi a 2,8 milioni, il livello massimo dal primo trimestre ’93. La crescita, che riguarda sia gli uomini che le donne, interessa l’insieme del territorio nazionale ed è dovuta per circa i due terzi dei casi a quanti hanno perso la precedente occupazione (più 416 mila unità). Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale, come detto, al 35,9%, il tasso più alto dal primo trimestre del 1993, toccando un picco del 51,8% per le giovani donne del Mezzogiorno.

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