In Umbria crolla il numero dei mutui stipulati nel primo trimestre

di Daniele Bovi

Il prezzo di una casa in Umbria cala ma il problema vero è mettere insiemi i soldi per comprarla visto che il mutuo sembra sempre più un miraggio. Guardando i numeri dell’Istat su compravendite e mutui nel primo trimestre dell’anno, pubblicati martedì, e quelli di Immobiliare.it (uno dei più importanti portali nazionali del settore) riguardanti i prezzi medi al metro quadro, sembrano essere questi i segnali che arrivano dal mercato immobiliare della regione. Partendo da questi ultimi, in Umbria da gennaio a giugno il prezzo medio al metro quadro è sceso del 3,9% (da 1.962 a 1.886 euro), con dati assai differenti tra i due capoluoghi di provincia. A Perugia i prezzi rimangono mediamente più alti rispetto a Terni ma scendono dell’1,6% (da 2.027 a 1.994 euro); a Terni invece si può parlare, stando allo studio, di vero e proprio crollo con un -9,7% che in soldoni significa passare da 1.817 euro a metro quadro a 1.641.

Mutui: -51% A impressionare poi è la dinamica del numero di mutui stipulati nella regione: se nel primo trimestre del 2011 infatti questi sono stati 2.794, tra gennaio e marzo 2012 sono appena 1.428, che significa -51%. Un dato da affiancare al -31% che scaturisce dal confronto tra il quarto trimestre del 2011 (2.142 mutui) e quello del 2010 (3.249). Inizia quindi decisamente col piede sbagliato il 2012 di chi bussa allo sportello di una banca per compare casa, confermando un trend in calo dal 2009: in quell’anno i mutui furono 12.228, 11.817 un anno dopo e 9.923 nel 2011. Scende anche il numero delle compravendite, che passano dalle 2.799 del primo trimestre 2011 alle 2.411 dello stesso periodo del 2012. Un calo del 13,9%, meno accentuato di quello nazionale (-16,9%).

Sempre più in affitto Un effetto della crescente difficoltà di ottenere credito consiste nel numero sempre maggiore di chi sceglie la soluzione dell’affitto: «La difficoltà ad ottenere un mutuo ha reso l’iter per l’acquisto di una casa sempre più complesso – dichiara Guido Lodigiani, direttore Corporate e Ufficio studi di Immobiliare.it – ed è naturale che gli italiani abbiano dirottato il loro interesse verso soluzioni in affitto, pur perdendo i vantaggi del risparmio forzoso che garantisce l’acquisto di una casa; il calo dei prezzi di vendita degli immobili è diretta conseguenza di questo fenomeno».

Così in Italia A livello nazionale nel primo semestre dell’anno il prezzo medio di vendita delle abitazioni nei capoluoghi italiani è sceso del 2,7%, rispetto allo stesso periodo del 2011 (da una media di 2.365 euro al metro quadro a 2.302 euro). Il boom delle richieste d’affitto viene quantificato in 283 mila, con un +16% rispetto al primo semestre 2011 mentre le offerte di vendita sono cresciute del 9% (439 mila). Analizzando le città italiane, la maglia nera spetta al Sud e alle isole, con la Sardegna che raggiunge quasi il -7% (da 1.990 a 1.790 euro), seguita da Basilicata (da 2.060 a 2.000) e Puglia (da 2.085 a 2.035) che si attestano a -4%. Al Nord non va meglio, con decrementi che superano il 5%, fatta eccezione per Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige dove si segnalano dati positivi. Solo il Centro Italia sembra tenere: qui il livello di decrescita si arresta all’1,1% e l’Abruzzo, unica regione italiana, segna dati positivi in ogni Provincia.

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