di Mar. Ros.

Dovrebbe arrivare a stretto giro un vero e proprio preliminare di accordo tra le parti, che consentirà di affrontare nuovamente la partita al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma intanto una bozza di intesa tra il gruppo indiano Jindal e la società polacca Visopack pare sia stata raggiunta in questi ultimi giorni. Questo trapela da indiscrezioni fra coloro che seguono da vicino l’evolvere della situazione verso la reindustrializzazione della Treofan di Terni, vicenda che da circa tre anni tiene sulle spine poco meno di un centinaio di lavoratori, da quando la casa madre indiana ha deciso di chiudere lo stabilimento ternano che produceva film di polipropilene e che potrebbe tornare a farlo, salvo nuovi intoppi, già verso la fine dell’anno in corso.

Treofan-Visopack Se la trattativa decolla come sembra, in autunno potrebbe esserci il closing. Nulla trapela per ora sui dettagli, quindi sulle condizioni della cessione e da questo punto di vista vale la pena ricordare che l’iter si era incagliato sull’indisponibilità della laccatrice e la distanza sull’alternativo contributo economico. Tuttavia anche in quella fase i sindacati avevano rassicurato i lavoratori dell’interesse di Visopack a portare a termine l’operazione. Le parti sociali sin dal primo minuto si sono spese perché la vicenda prendesse la piaga attuale; non è stato semplice, ma ora il traguardo pare più vicino.

Filctem Cgil «Tre anni di lotte e di iniziative sindacali, tre anni in cui i lavoratori non hanno mai arretrato. Finalmente arriva l’ok di Treofan alla cessione dello stabilimento di Terni a Visopack. Il tempo necessario per stipulare un contratto definitivo e poi finalmente
tutti i dipendenti potranno tornare a lavorare, a far ripartire le macchine e a far rivivere lo stabilimento chimico ternano». Così Sergio Cardinali, della Filctem Cgil nazionale, ha commentato favorevolmente la notizia della sottoscrizione di un impegno da parte di Treofan a cedere gli impianti del gruppo di Terni alla società Visopack che riattiverà la produzione riassumendo tutti i lavoratori.«La ripartenza della produzione di Treofan – ha proseguito -, al centro della politica industriale della regione, deve rilanciare il polo chimico di ternano nell’ottica del progetto della sustainable valley. Il tempo ci ha dato ragione, bene abbiamo fatto a puntare sempre alla ripartenza degli impianti senza accettare soluzioni alternative che avrebbero aggravato la crisi occupazionale nel territorio».

Terni «Restiamo in attesa dei dettagli. La priorità è il ripristino della produzione per il reinserimento di tutti i lavoratori in tempi rapidi – ha detto Stefano Ribelli, segretario generale Filctem Cgil Terni – . Questa operazione è importante anche in chiave di rilancio del territorio. Quello ternano ha visto negli anni il depauperamento dei suoi illustri asset industriali, questa operazione rappresenterebbe un’inversione di tendenza e aprirebbe la pista a sviluppo e crescita legati all’industria green. Ora attendiamo l’incontro
ministeriale per avere chiari i dettagli dell’accordo». «I lavoratori di Treofan già nel 2020 erano consci dell’importanza dello stabilimento di Terni e denunciavano l’ingiustificata volontà di Jindal a volerlo chiudere. Anche quando in pochi non abbiamo mai perso le speranze, convinti sempre dalle nostre certezze dovute alla struttura degli impianti e la qualità della nostra manodopera» ha infine detto Davide Lulli, Rsu Treofan di Terni.

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