Nuova giornata di tensione alla Treofan di Terni: lunedì mattina, come annunciato nei giorni scorsi, una rappresentanza dei circa 150 dipendenti del sito chimico e i sindacati hanno organizzato un corteo per protestare contro le decisioni dell’azienda. La Jindal infatti negli ultimi incontri tenuti con le istituzioni, tra cui anche il ministero del Lavoro e quello dello Sviluppo economico, ha dichiarato di voler proseguire con la messa in liquidazione del sito. Lo scenario è stato confermato dal liquidatore anche lunedì: a giorni sarà aperta la procedura di licemziamento collettivo mentre dal governo sono in corso tutte le verifiche del caso sulle azioni messe in atto dalla proprietà Jindal dall’acquisizione ad oggi.
L’iniziativa Per protestare contro questo scenario i lavoratori hanno organizzato un nuovo corteo a piazzale Donegani, all’ingresso dell’azienda. Qui è stato accolto anche il liquidatore nominato dalla società, che porterà avanti la transizione a livello formale. Il liquidatore nelle prossime ore incontrerà i sindacati e insieme faranno il punto su quali potrebbero essere gli scenari all’orizzonte. Nel frattempo, sempre lunedì mattina, alcuni lavoratori sono saliti in cima a un silo dello stabilimento, per rinforzare la protesta. Alla manifestazione hanno preso parte anche rappresentanti politici di vari schieramenti, tra cui gli onorevoli Virginio Caparvi e Valeria Alessandrini, Stefano Lucidi, il consigliere regionale Daniele Carissimi e il capogruppo al Comune di Terni, Federico Brizi della Lega, ma anche il deputato del Pd Walter Verini, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, il presidente del consiglio comunale narnese Giovanni Rubini e il vice sindaco di Terni Andrea Giuli, i consiglieri regionali Thomas De Luca del M5s, Vincenzo Bianconi del Gruppo Misto e Michele Bettarelli Bettarelli del Pd.
Lega Dal partito di Salvini il messaggio: «Il Governo non permetta che l’azienda venga depredata. Ribadiamo la nostra azione di sostegno ai lavoratori e di sollecito al Governo, al ministro Patuanelli, al sottosegretario Todde, affinché questa attività produttiva non venga depredata da un imprenditore indiano che ha manifestato, come si sospettava un tempo, la volontà di acquisire quote di mercato e mandare a casa 150 lavoratori – spiegano i leghisti – E’ una partita che passa solo attraverso un impegno forte del Governo che deve difendere il Paese Italia e deve difendere una realtà produttiva che è strategica non solo per l’Umbria, ma per l’intera Nazione. Non possiamo rimanere inermi di fronte a questo tentativo di impoverimento del nostro tessuto produttivo e non possiamo permettere che a pagare le conseguenze dell’incapacità di rappresentanza dell’Italia nei confronti degli altri paesi siano i lavoratori e loro famiglie. A livello parlamentare, ma anche a livello regionale e comunale, ci muoveremo uniti perché il governo ponga come priorità la questione della Treofan».
