Il presidio degli ex lavoratori Trafomec

di Ivano Porfiri

«Facciamo questo gesto con cui dimostriamo di essere più responsabili di questi signori». E’ stata una decisione sofferta, ma alla fine gli ex lavoratori della Trafo Italia hanno deciso di rimuovere il blocco davanti ai cancelli della Trafomec dopo 17 lunghi giorni di presidio al freddo e al gelo, anche di notte.

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Blocco rimosso Non c’è stata neppure la tensione che poteva esserci, perché i 57 operai rimasti da mesi senza lavoro e senza i soldi che l’azienda si era impegnata a versare loro hanno dimostrato ancora una volta che loro gli accordi sanno rispettarli. E il gesto poggia proprio sull’impegno preso dai vertici di Trafomec Europe, davanti al prefetto Antonella de Miro e al questore Carmelo Gugliotta, di risolvere la questione pagamenti entro 15 giorni. «Diamo ancora una volta fiducia – hanno spiegato – vediamo cosa accade». Così, alle 9.50, il primo camion con le merci ha varcato il cancello della Trafomec. In mattinata presenti anche i vertici provinciali di Cgil e Fiom, oltre ai sindaci di Panicale e Piegaro, Giulio Cherubini e Roberto Ferricelli.

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Il danno e la beffa La storia degli ex lavoratori è davvero beffarda. «Quasi un anno fa ormai – spiega Mauro Alunni Federici – abbiamo deciso di accettare la buonuscita per il bene dell’azienda, per farla stare aperta, per dare un futuro ai lavoratori più giovani. E in cambio cosa abbiamo avuto? Solo promesse non mantenute. Adesso facciamo questo ennesimo gesto di responsabilità, facciamo entrare i camion e vediamo cosa succede». I 57 non sono certo ricchi, quegli ottomila euro della buonuscita significa dare da mangiare alle proprie famiglie. «Io sono il più arrabbiato di tutti – dice Simone Olivi, il leader della protesta sui social network – perché sono il più giovane e questa vicenda mi fa pensare che anche io potrei trovarmi tra qualche anno nella stessa situazione di queste donne e questi uomini con 50 e più anni, senza soldi e senza lavoro. Non si tratta la gente in questo modo».

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Il gazebo resta Dopo il transito del primo camion, gli ex lavoratori ci tengono a dire che non finisce qui. «Il gazebo resta montato e gli ex lavoratori continueranno a vigilare – chiarisce il segretario della Cgil di Perugia, Vincenzo Sgalla -. Poi all’inizio della settimana prossima faremo il punto riunendoci davanti a questo cancello. Non ci arrenderemo finché non verranno rispettati i diritti sacrosanti di questa gente. Perché in questa storia deve essere chiara una cosa: c’è chi ha torto e chi ha ragione. E chi ha ragione deve essere rispettato».