La Tk-Ast di Terni (Foto U24)

di M. To.

L’appuntamento era atteso, seppur senza particolari speranze. E l’incontro – tra le organizzazioni sindacali, la direzione aziendale e produttiva dello stabilimento Ast – ha confermato quanto ci si aspettava. Cioè poco. A parte la richiesta di quella che, per addolcire la pillola, di solito viene definita ‘ottimizzazione delle risorse’.

Il vertice Nello specifico, fanno sapere i sindacati di categoria, «è stato illustrato lo stato di avanzamento riguardo ai progetti in corso finalizzati a migliorare la situazione economica e finanziaria del sito rispetto alle attuali produzioni, agli investimenti in materia di migliorie impiantistiche e di ambiente. Inoltre è stato effettuato un focus rispetto allo stato di avanzamento sui progetti relativi alla riduzione costi».

Gli obiettivi L’azienda, dicono Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, «ha confermato che nel 2013 è stato raggiunto l’obiettivo prefissato. Per il 2014 sono in corso ulteriori accorgimenti ed è stata esplicitata la situazione relativa allo strumento della mobilità, riconoscendo che sta contribuendo al raggiungimento degli obiettivi prefissati». Ed è stato «riproposto e aggiornato un piano di riorganizzazione che riguarda una nuova e diversa organizzazione del lavoro, non escludendo la modifica di turnistiche per allinearle all’attuale livello di saturazione impiantistica».

Il piano industriale Pur riconoscendo «lo stato di difficoltà nel quale versa l’azienda in un contesto di mercato difficile – fanno sapere le organizzazioni sindacali – abbiamo ribadito quanto sostenuto fino ad oggi relativamente alle questioni che dovranno caratterizzare la strategicità del sito. Abbiamo altresì ribadito che per noi è fondamentale la conoscenza del progetto industriale che deve fare chiarezza rispetto all’assetto complessivo e futuro dello stabilimento».

I sacrifici I lavoratori, mettono in chiaro i sindacati, «con senso di responsabilità e sacrificio, hanno già contribuito al raggiungimento parziale dei suddetti obiettivi. Ulteriori sacrifici, a nostro avviso, devono essere accompagnati dalla certezza di un progetto complessivo al fine di cogliere obiettivi nell’interesse generale in difesa del sito, della sua integrità e strategicità nel panorama internazionale. A fronte di ciò bisognerebbe evitare di procedere a discussioni parziali e contingenti, senza aver chiaro lo scenario complessivo».