Ast torna al Mise a metà settembre, precisamente il prossimo 13 settembre con inizio alle 11. Questo quanto deciso dal governo in merito al futuro della Tk Ast, con il sindaco di Terni, Leonardo Latini, che ha ringraziato in particolare «i parlamentari umbri della Lega» per quanto fatto con il ministero. Diversa la reazione del vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, che ha giudicato il tavolo convocato «insufficiente: non siamo soddisfatti non è quello che avevamo chiesto», mentre la presidente Catiuscia Marini, nel primo pomeriggio di giovedì, ha inviato al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al ministro Luigi Di Maio una lettera con cui chiede «di modificare la composizione del tavolo convocato per il 13 settembre, prevedendo la presenza, come sopra evidenziato, della proprietà Thyssen e dei massimi vertici del governo italiano». Nelle stesse ore, poi, anche Acciai Speciali Terni con una nota fa il punto sul «dialogo avviato con l’amministrazione comunale di Terni», segnato principalmente da temi ambientali. Al tavolo erano presenti soltanto i parlamentari Nadia Ginetti e Leonardo Grimani (entrambi Pd), mentre gli altri erano impegnati in lavori parlamentari.

Ast tavolo al Mise In una nota «il sindaco di Terni – si legge nella nota pubblicata sul sito del Comune – anche in considerazione del delicato momento che l’Acciaieria ternana sta attraversando, esprime soddisfazione per la riunione tra tutti i soggetti istituzionali, aziendali e sindacali interessati, convocata in queste ore da parte del Mise per il 13 settembre 2018 alle 11. La convocazione è stata possibile anche grazie alla continua interlocuzione che lo stesso sindaco e i parlamentari umbri della Lega hanno intessuto con i rappresentanti del Ministero». Paparelli invece, a margine della riunione coi parlamentari umbri e i sindacati, convocati proprio per giovedì mattina dalla presidente Catiuscia Marini, fa nota che la Regione chiede un incontro con il governo, con il ministro e con la proprietà, perché solo con loro possiamo discutere del futuro di un polo come quello dell’Ast, cuore dell’industria manufatturiera non solo della nostra regione ma dell’intero Paese. La convocazione che ci è pervenuta da parte dell’ufficio vertenze non risponde ai requisiti con cui le istituzioni e i sindacati ne avevano fatto richiesta».

Chiesta presenza di governo e tedeschi Al tavolo, come emerso da più parti, comprese quelle sindacali, si è rilevata la necessità di far accomodare al tavolo del Mise, non soltanto l’ad del sito siderurgico di Terni, Massimiliano Burelli, come previsto dalla convocazione, ma rappresentanti del board Thyssenkrupp, che vive settimane tumultuose. L’altra criticità rilevata da tutti è relativa alla forma, che il 13 settembre al Mise però diventa sostanza: la convocazione porta la firma di Giampiero Castano, da anni responsabile dell’Unità di crisi del Mise, e non dal ministro Luigi Di Maio o da uno dei sottosegretari. La richiesta di tutti è che al tavolo del Mise ci siano, oltre ai tedeschi di Thyssen, anche rappresentanti del governo e non soltanto tecnici ministeriali.

Marini scrive a Conte e Di Maio In questo senso, a margine dell’incontro la presidente Marini ha inviato la lettera al premier Conte e al vice Di Maio: «La discussione di oggi ha riconfermata la necessità che il governo nazionale si renda disponibile a un confronto con la proprietà Thyssen Krupp, le istituzioni e le parti sociali al fine di individuare le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia ed in Umbria a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito di Terni in cui si collocano competenze e specificità tecnologiche relative agli acciai speciali che lo rendono uno tra i compendi produttivi più avanzati e competitivi in Europa Pertanto in sede governativa dovrà essere ribadita, non solo la strategicità di Ast, ma anche, in relazione alle ipotesi di vendita, la difesa e lo sviluppo delle attività produttive agevolando l’individuazione di un soggetto acquirente che abbia le caratteristiche di operatore industriale con un profilo internazionale sul mercato dell’acciaio che, insieme al governo con modalità e strumenti che andranno individuati, sia in grado di offrire adeguate garanzie circa le proprie capacità produttive, finanziarie e commerciali. Poiché trattasi di condizioni imprescindibili unanimemente condivise dalle istituzioni locali (Regione, Comune e Provincia di Terni), dalle parti sociali e dai parlamentari presenti, relativamente alla tenuta occupazionale ed allo sviluppo del comparto siderurgico del paese, sono con la presente – conclude Marini – a formularvi la richiesta di modificare la composizione del tavolo convocato per il 13 settembre 2018, prevedendo la presenza, come sopra evidenziato, della proprietà Thyssen e dei massimi vertici del governo italiano».

I parlamentari della Lega Sul tavolo in Regione di giovedì mattina intervengono anche i parlamentari della Lega, scrivendo alla Marini che «come sa bene, il giovedì è giorno di lavori d’aula in parlamento. La settimana in corso è particolarmente impegnativa per la discussione di provvedimenti fondamentali e urgenti, quali il decreto Milleproroghe che, auspicabilmente, accoglierà numerose richieste che avranno positive ed importanti ricadute anche in Umbria. Ciò ci impedisce, nostro malgrado – scrivono Briziarelli, Tesei, Pillon, Caparvi e Marchetti – di partecipare all’incontro. Qualora voglia effettivamente e auspicabilmente avviare un positivo e costruttivo confronto che preveda la presenza dei parlamentari umbri della Lega ci  rendiamo fin da ora disponibili. La preghiamo di concordare una data in cui non siano previste sedute d’aula o commissione. Il tavolo convocato per il 13 di settembre è anche il frutto di una interlocuzione che abbiamo tenuto personalmente con i vertici e con il Ministro Luigi Di Maio e c’è tutta l’intenzione di seguire la vicenda da vicino».

M5s Anche il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S) interviene di nuovo sulla vicenda e «punta il dito sulla multinazionale e su quanti, in passato, in Parlamento, in Regione, in Comune, nelle associazioni e nel sindacato non hanno svolto un ruolo positivo per risolvere i problemi. Liberati si chiede chi pagherà i danni inferti da una banda di malandrini al tessuto economico, ambientale, sanitario e, soprattutto, culturale della città e dell’Umbria”, e perché oggi alcuni “polemizzano strumentalmente contro il Movimento 5 Stelle, ma non si ricordano analoghe prese di posizione quando lo stesso Mise convocava Regione e sindacati con le medesime modalità».

Questione ambientale e Parco scorie Intanto Ast ha incontrato l’amministrazione comunale per «illustrare i progetti che l’azienda di viale Brin sta dedicando alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini». Un confronto che ha coinvolto l’assessore all’ambiente del Comune di Terni Benedetta Salvati e i vertici di Ast. Particolare attenzione è stata riservata all’avvio dei lavori per la rinaturalizzazione del parco scorie di Vocabolo Valle e al bando di gara internazionale per il riciclo delle scorie. «Il percorso di rinaturalizzazione – scrive l’azienda in una nota – è stato avviato con le opere di riqualificazione ambientale e il recupero del verde nella zona A  settore 1 del parco scorie. Si tratta della parte del sito posta a nord, dove è iniziata l’operazione di ‘capping’ che consiste nel livellare l’area, stendervi un telo che impedisce all’acqua piovana di filtrare, posare un telo aggrappante e depositare circa un metro di terreno vegetale. Un intervento che non si limiterà a quanto indicato dalla prescrizione normativa. Ast lavorerà seguendo le logiche del progetto presentato da Andreas Kipar, architetto e paesaggista di fama internazionale, che prevede un importante utilizzo di essenze arboree ed arbustive e le relative modalità di irrigazione».

Il paesaggio L’azione si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del sito, poiché l’area fa parte di un luogo di interesse strategico ambientale, a pochi passi dalla città e dalle Cascate delle Marmore: «La sfida è quella di restituire la collina alla collettività, trasformando il parco scorie in una zona verde a disposizione dei cittadini che riqualifichi il panorama della città. Il lavoro di riqualificazione e rinaturalizzazione comporta un lungo iter di lavorazione: si prevede che le piante e gli alberi completeranno il loro processo naturale di ricomposizione dell’ambiente in circa trent’anni, ma già allo scadere del primo anno la zona tornerà a ricomporre il tessuto verde dell’area circostante la Cascata. Per non gravare ulteriormente sul parco scorie, Ast ha dato vita a un progetto volto all’utilizzazione delle macerie refrattarie, provenienti dalla demolizione periodica dei rivestimenti che si applicano nei contenitori destinati alla fabbricazione dell’acciaio nella sua forma liquida, a parziale sostituzione della calce normalmente utilizzata nel processo produttivo. Un’innovazione che ha prodotto importanti benefici ambientali: una significativa riduzione dei conferimenti presso il Parco Scorie, una diminuzione dei consumi di calce nel processo produttivo, un conseguente risparmio di risorsa non rinnovabile e un recupero della parte metallica da reintrodurre nel ciclo produttivo come materia prima con il rottame metallico».

Altre fonti di inquinamento Per ridurre ulteriormente l’impatto delle proprie lavorazioni sulla qualità dell’aria, Ast «è in procinto di avviare un progetto triennale che ha l’obiettivo di individuare il contributo emissivo di Ast rispetto alle altre fonti inquinanti cittadine. Lo studio partirà dai dati raccolti e dagli studi effettuati dall’Arpa nel corso di questi ultimi anni e svilupperà ulteriori attività di monitoraggio e ricerca, grazie alla collaborazione di esperti universitari internazionali. Il progetto si prefissa inoltre di determinare il contributo delle diverse fonti emissive di Ast. L’obiettivo è definire un modello di simulazione dello schema emissivo e individuare soluzioni impiantistiche e/o gestionali  idonee a ridurre  l’impatto ambientale del sito siderurgico».

Riciclo scorie e Prisciano Un ulteriore impegno dell’azienda è rappresentato dal bando di gara internazionale per il riciclo delle scorie. «Una scelta che farà di Terni un polo d’eccellenza europeo nello smaltimento delle scorie: un sito manifatturiero che si candida a raggiungere nel corso dei prossimi anni l’obiettivo dei rifiuti zero. Per quanto riguarda il problema della ricaduta delle polveri nel quartiere Prisciano, le attività effettuate nel corso degli ultimi anni dal punto di vista impiantistico e gestionale hanno determinato una riduzione quantitativa del fenomeno, senza ottenere però una soluzione definitiva e soddisfacente. Per questo, Ast ha chiesto alle società partecipanti alla gara internazionale per il recupero delle scorie di non limitarsi all’attività di recupero attraverso la produzione di aggregati commerciabili, ma di formulare proposte che intervengano su tutte le fasi del processo delle scorie, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la produzione e la diffusione delle polveri, modificando la logistica o le modalità di raffreddamento delle scorie. Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema dei trasporti, con l’intervento dell’assessore Enrico Melasecche. Gli assessori  hanno evidenziato la necessità di individuare un itinerario alternativo per i Tir/Trasporti Eccezionali in entrata e in uscita da Ast e diretti nei siti di Maratta di Tubificio e Cdf».

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