Tk-Ast (Foto U24)

di Marco Torricelli

Energia, infrastrutture e meno vincoli sulla gestione ordinaria. I temi su cui si gioca la partita sulla Tk-Ast di Terni – che dovrebbe vedere coinvolti molti soggetti, ma che sembra sempre più un confronto amichevole tra il governo e l’azienda – sono tutti qui.

I ‘tavoli’ Martedì i sindacati ternani torneranno al ministero dello sviluppo economico, ma senza grandi speranze: quello che si va componendo – i commenti stringati e i musi lunghi lo confermano – è un quadro dai colori foschi e, siccome toccherebbe a loro, poi, metterci la cornice e appenderlo, sono preoccupati. E non poco.

La strategia Perché, tra una discussione e una chiacchierata informale, l’azienda sta sfruttando questo periodo – che non è per niente escluso possa essere allungato – per mettere mano a tutta una serie di operazioni che, di fatto, sono ‘pezzi’ di quel piano di cui intanto si discute. Lunedì i sindacati faranno il punto in una conferenza stampa che potrebbe non essere ‘formale’.

I fornitori di servizi Sotto la lente di ingrandimento dell’ad Lucia Morselli – e della coppia di consulenti che lavorano con lei – sono finiti tutti i contratti con le aziende esterne, soprattutto quelle che forniscono servizi che prevedono un impegno economico, per Ast, superiore ai 200 mila euro all’anno. E stanno cominciando i dolori.

Pagamenti bloccati L’azienda ha bloccato, o quanto meno sospeso, i pagamenti periodici a questi fornitori ed a qualcuno sarebbe già stata anticipata la decisione di interrompere il rapporto a fine anno. Con la conseguenza che stanno saltando anche i pagamenti degli stipendi ai dipendenti delle ditte interessate.

La vigilanza È il caso della Cesar Group – il cui contratto con Ast è multiplo e di parecchio della cifra-limite posta – che si occupa di tutta la vigilanza all’interno e alle portinerie dello stabilimento ternano e che era finita nel mirino dell’amministratore delegato – come pure il ‘quadro’ aziendale’ di riferimento – dopo la giornata e la nottata di tensione, che Lucia Morselli non aveva certo contribuito a stemperare, di fine luglio.

La mensa Ma quella aziendale sarebbe una strategia ancora tutta da decifrare. A confermarlo arriva anche l’indiscrezione sulla mensa aziendale: dopo aver addirittura ipotizzato una doppia apertura, per la cena oltre che il pranzo dei lavoratori, Lucia Morselli potrebbe decidere di chiuderla del tutto.

Il ‘cestino’ Attualmente chi lavora in Ast ha la possibilità di scegliere – a prezzo convenzionato – tra il pranzo in mensa ed il ‘sacchetto’ contenente cibi preconfezionati da consumare sul posto di lavoro. Per gli operai del secondo turno e di quello di notte, invece, c’è il solo sacchetto. L’ipotesi ventilata è quella di passare al sacchetto per tutti.

Le ipotesi Chiaro che la strategia aziendale potrebbe essere quella di puntare ad una ricontrattazione delle condizioni con i fornitori, a cui potrebbe essere chiesto un drastico ridimensionamento delle pretese, ma è altrettanto chiaro che queste scelte innescano ulteriori elementi di tensione.

Il tempo Dall’alba del 5 settembre, quando venne ratificato il ‘ritiro’ – che poi nei fatti sembra essere una semplice sospensione – del piano annunciato il 17 luglio, sono passati 16 giorni. Al 5 ottobre – data nella quale ThyssenKrupp ha già annunciato che, senza accordi ulteriori, gli darà infatti applicazione – ne mancano 14. Dettagli, forse.

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One reply on “Tk-Ast, nuovi tagli in arrivo: tocca i fornitori. Contratti bloccati e stipendi a rischio”

  1. Sono già tutti d’accordo , sindacati in primis , i quali hanno già firmato la chiusura , solo che fanno finta di cascare dalle nuvole fino all’ultimo giorno utile quando diranno ” la controparte non ha voluto mettere sul tavolo nessuna trattativa , per cui cosa dovevamo fare ? Non ci hanno voluto sentire …. “

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