Renzi a catiuscia Marini (foto F. Troccoli)

di Marco Torricelli

Le posizioni, almeno sulla carta, si definiscono. ThyssenKrupp e le diverse controparti che si trova di fronte – anche se il fronte cerca di restare compatto – affilano le armi in vista del nuovo confronto in programma per martedì.

La telefonata notturna La sfuriata del presidente del consiglio Matteo Renzi, durante una telefonata notturna con Lucia Morselli, e fatta filtrare dall’entourage del premier – a margine della visita di sabato ad Assisi – sembrerebbe il segnale chiaro che, dopo il tira e molla che ha caratterizzato la gestione della crisi da parte del ministro Federica Guidi e dei vari funzionari dei diversi ministeri, si sia voluta rimarcare la richiesta di rispetto istituzionale.

Il fatto Una Federica Guidi alla disperazione, perché Lucia Morselli vuole far partire, come minacciato, le nuove lettere di messa in mobilità per i lavoratori, che chiama il presidente del consiglio per chiedere aiuto, però, non contribuisce a consolidare l’immagine di donna forte che il ministro si era costruita. Ma tant’è.

LE TAPPE DELLA TRATTATIVA

Marini La presidente della Regione Catiuscia Marini, al riguardo, è stata chiara: la presidenza consiglio, ha detto la presidente, «segue direttamente la vicenda delle acciaierie di Terni, anche in vista dei prossimi appuntamenti per i quali abbiamo chiesto; e questo lo potrà fare in maniera autorevole la stessa presidenza del consiglio; la presenza anche dei rappresentanti della proprietà di ThyssenKrupp».

La mobilità L’azienda, però, non sembra per nulla intimidita e, di fatto, conferma che le lettere di messa in mobilità sono pronte: «Secondo l’accordo sottoscritto il 4 settembre scorso presso il Mise, Ast valuterà la possibilità di avviare una ulteriore fase di negoziati nell’ambito di una nuova procedura di mobilità. Questa procedura prevede una serie di incontri in sede sindacale ed in sede ministeriale della durata di circa tre mesi. Ast, consapevole delle implicazioni per i dipendenti e per l’indotto, auspica vivamente che tale fase negoziale si possa concludere con un positivo accordo fra le parti».

I lavoratori Sabato mattina una decina di loro aveva raggiunto Assisi, poco prima dell’arrivo del presidente del consiglio, con la speranza di poter – magari grazie all’intercessione dei frati – incontrare Renzi. Il custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti, e il responsabile della sala stampa, padre Enzo Fortunato, però, si sono potuti limitare a promettere che la loro richiesta di aiuto sarebbe stata riferita al premier.

LA STORIA DI AST

La Fiom decisa Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil non ha dubbi: «sono ormai definitivamente chiare – dicono il segretario nazionale, Rosario Rappa e il responsabile della siderurgia, Gianni Venturi, responsabile siderurgia della Fiom – le posizioni al tavolo della trattativa. Da una parte Ast, che è sembrata in alcuni momenti persino arretrare rispetto ai contenuti del piano industriale presentato il 17 luglio scorso. Dall’altra il sindacato, che ha presentato una proposta ultimativa sull’insieme del quadro di riferimento: dalle strategie industriali e commerciali con relativi volumi, mix produttivi ed assetti impiantistici, agli investimenti necessari, alle disponibilità sulla riduzione dei costi compreso il costo del lavoro».

Il governo In mezzo, dicono i due rappresentanti sindacali – c’è un Governo impegnato in un tentativo di composizione delle parti, cui Ast non sembra particolarmente interessata e disponibile.Nessuno può onestamente pensare che le sorti dello stabilimento ternano dipendano da un’ulteriore riduzione dei costi del personale. Chi lo fa deve assumersi la responsabilità di dire che quelle sorti sono state decise altrove e non sarà certo non pagando l’indennità di turno che quelle sorti cambieranno. Adesso tocca al governo convincere Ast: per quanto ci riguarda non possiamo andare oltre».

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6 replies on “Tk-Ast, istituzioni e sindacati sempre in pressing: «Tocca al governo convincere l’azienda»”

  1. Basta parla co questi!!!!!!! Tocca anna’ a porta i saluti a renzi e ringraziarlo per aver permesso alla merkel e ai suoi compagni di merenda di aver chiuso le acciaierie di Terni…. 130 anni di storia cancellati da 4 deficienti…..questa è l’Italia…

  2. operai tirate fuori le °°°°° ora basta. sindacati politi e tedeschi fuori dai °°

  3. Anche se non lavoro nelle acciaierie avete tutta la mia solidarietà,queste aziende devono essere patrimonio dello Stato,dobbiamo assolutamente riprenderci la nostra sovranità nazionale e dignità!

    1. spiegalo a renzi e al pd , se ti riesce. oltre a tutti i ternani innamorati del sindaco di firenze

  4. la storia di ulteriori 3 mesi serve solo a cacciare gente , uno al giorno , e a svuotare il portafoglio ordini. tra 3 mesi ossia gennaio saremo un azienda fantasma , SVEGLIA

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