di M. R.
Chiusa la procedura per dodici licenziamenti da parte della storica impresa Pallotta, i lavoratori erano da mesi in cassa integrazione. A quanto pare continuano a maturare esuberi in diverse mansioni, per altro strettamente connesse alla produzione dell’acciaio e non mancano spettri dall’esterno: a far paura è la Cina, o meglio la possibilità che l’Europa possa riconoscere allo stato dell’Asia orientale, il cosiddetto Mes (Market status economy), ovvero lo status di economia di mercato. Diversi rappresentanti del M5s sono attesi a Terni per la giornata di venerdì per parlare proprio di questo: pare che Ast abbia concesso loro l’auditorium aziendale per l’iniziativa.
Ast, l’impresa edile Pallotta licenzia dodici operai Nel sito siderurgico di viale Brin c’è già fermento per i paventati 11 esuberi che produrrebbe la Gap, prossima alla sostituzione di Ilserv nel servizio di carica dei forni e intanto si scopre che 12 lavoratori edili hanno invece già detto addio allo stabilimento dopo mesi di attingimento agli ammortizzatori sociali; sono gli operai della ditta Pallotta che si occupa dei rivestimenti di materiale refrattario per le siviere, indispensabile nell’intero ciclo di produzione dell’acciaio tanto che, secondo quanto riferito a Umbria24 , la stessa ditta non sarebbe pagata a prestazione ma in base alle tonnellate di acciaio fuso. Per questo motivo tra i lavoratori cova senz’altro qualche ansia di prospettiva.
L’iniziativa del M5s A destare preoccupazione negli ambienti della siderurgia e in altri settori dell’industria italiana, c’è un altro fattore che riguarda la politica internazionale. È la possibilità che l’Europa riconosca alla Cina lo status di economia di mercato, cioè la commissione europea vorrebbe eliminare i dazi per le merci che dalla Cina arrivano nel Vecchio continente: «Sarebbe la distruzione dell’economia italiana», questo il pensiero del M5s e non solo. Tempo fa parlando del mercato dell’acciaio anche lo stesso sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo fece riferimento a questo rischio che in particolare per la siderurgia potrebbe essere piuttosto gravoso. Il Movimento, per venerdì, ha in programma l’iniziativa ‘Mes China why not’ e pare che i vertici Ast abbiano concesso ai Cinque stelle l’utilizzo dell’auditorium aziendale. Ulteriori dettagli su location, orario e presenze politiche saranno rese note a breve.
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