La Tk-Ast di Terni

di M. To.

Reazioni, zero. Almeno a livello ufficiale non c’è nessuno – a Terni – che sembri disposto ad andare oltre il commento ufficiale di quanto accaduto lunedì al ministero dello sviluppo economico.

Il rapporto Di Lucia Morselli e del suo annuncio sul possibile ripensamento della multinazionale, che potrebbe decidere di tenersi le acciaierie ternane, non  si parla. C’è, però, chi fa notare che «nell’ultimo Interim report di ThyssenKrupp (rilasciato il 14 agosto) non si parla affatto di cedere Ast, ma solo di intervenire per ridurre i costi e migliorare le vendite» e che quindi la sortita dell’ad avrebbe, da questo punto di vista, una sua logica.

Tajani e Almunia Sulla questione relativa alle acciaierie ternane si registra, intanto la presa di posizione dell’ex vice presidente della commissione europea, Antonio Tajani, che si è rivolto al commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, ricordandogli che «la commissione, a febbraio 2014, ha dato via libera alla riacquisizione di Acciai speciali Terni da parte di ThyssenKrupp garantendo che la priorità era garantire che le acciaierie Ast trovassero un acquirente idoneo, proteggendo la loro redditività» e che «TK ha assicurato che avrebbe sviluppato Ast come concorrente forte, fornendo rassicurazioni sul piano di attività per i prossimi anni, manifestando l’intenzione di investire nell’impianto e migliorarne la redditività».

Il piano Premesso, ha ricordato Tajani ad Almunia, «che la Commissione ha sempre affermato che avrebbe assicurato sostenibilità economica e competitività di Ast, ma che il piano di TK prevede riduzione di costi di oltre 100 milioni di euro l’anno, ridimensionamento del personale di 550 dipendenti – con conseguente chiusura di un forno – può la commissione spiegare, poiché si parla di ridimensionamento e non di ristrutturazione, quali iniziative intende adottare dato che la TK non rispetta le condizioni stabilite dalla commissione, ovvero investire nell’impianto e migliorarne la redditività?».

L’analisi Dato che «la commissione intende istituire un gruppo di monitoraggio delle conseguenze industriali e sociali delle ristrutturazioni – ha chiesto ancoraTajani – perché non creare un gruppo apposito per il caso Ast con il compito di seguirne gli sviluppi?». E ancora: «Si potrebbe discutere del caso Ast, considerando la sua importanza nella produzione di acciai speciali per tutta l’Ue, nel gruppo ad alto livello sull’acciaio?»

La risposta Il commissario Almunia, martedì, ha assicurato che «prima di approvare la riacquisizione di Ast, la commissione si è accertata che ThyssenKrupp avrebbe contribuito a mantenere e sviluppare Ast come concorrente forte e attivo nel mercato See dell’acciaio inossidabile laminato a freddo, nel quale erano emersi problemi di concorrenza legati all’operazione Outokumpu/Inoxum. La commissione è consapevole del fatto che TK prevede un ridimensionamento delle capacità e del personale nel settore della produzione di acciaio inossidabile laminato a freddo di Ast e che intende riposizionare questa società nel comparto dei prodotti laminati a freddo di gamma superiore, per aumentarne la produzione al 30%. TK prevede anche di aumentare del 30% la fabbricazione di tubi di acciaio inossidabile del Tubificio di Terni».

Gli impegni Secondo le informazioni attualmente in possesso della commissione, ha detto Almunia, «non sembra che il piano industriale annunciato sia in contrasto con l’impegno di mantenere e sviluppare Ast come operatore forte e attivo nel mercato dei laminati a freddo. Vista l’importanza del settore per l’economia europea, la commissione seguirà da vicino la questione. La prossima riunione del gruppo di alto livello sull’acciaio può rappresentare un’occasione per discutere ulteriormente della situazione di Ast».

Rossi perplesso Il senatore del Pd, Gianluca Rossi, dice che «le delucidazioni fornite dal commissario Almunia evidenziano ed amplificano le mie perplessità sul ruolo della commissione europea. Ast èun sito produttivo integrato, per questa ragione è un asset strategico per l’Italia e l’Europa, ma le parole del commissario sembrano non tenerlo in considerazione. Pare che l’intervento di Almunia non lo colga, quando manca di dire che è fondamentale garantire il mantenimento di un equilibrio produttivo tra la parte ‘a freddo’ e quella parte ‘a caldo’, facendo solo esplicito riferimento alle produzioni ‘a freddo’».

Gli appunti La commissione europea, dice Rossi, «non può sorvolare su una questione così dirimente perché l’integrità del sito produttivo è uno dei punti nodali sin dagli albori della discussione. Rinnovo quindi la richiesta al governo italiano di sottolineare con forza agli organi comunitari che la discussione deve restare incardinata sul futuro ed il rilancio industriale del sito, tutto il resto costituisce una premessa alla sua scomparsa e desta un certo senso di disorientamento l’intervento sibillino del commissario Almunia, teso quasi a legittimare il piano di Thyssen proprio nei giorni in cui si sta sviluppando un confronto serrato tra la multinazionale e il governo italiano, impegnato nella richiesta di un nuovo piano industriale che preveda l’integrità, i conseguenti livelli occupazionali ed il rilancio industriale».

Nirosta al Tubificio Una faccenda non marginale, intanto, emerge in relazione a quanto sta accadendo al Tubificio di Terni dove, da settimane, si starebbe lavorando, invece che acciaio Tk-Ast, materiale destinato alla Nirosta, che appartiene ad Outokumpu. Un’operazione che desta allarme e preoccupazione: si teme che questa possa essere l’ennesima manovra tendente ad abbassare gli utili ed i rendimenti degli impianti ternani, dando ulteriori elementi a chi vuole farli passare come non produttivi.

Gli incontri Confermato, intanto, che giovedì e venerdì – a Terni – azienda e sindacati locali saranno di nuovo di fronte per approfondire le tematiche strettamente legate alla gestione dello stabilimento ed è probabile che si parli anche di questo: le ‘grandi’ strategie, è confermato anche questo, viaggiano decisamente a livelli più alti. Altissimi, verrebbe da dire, visto che il presidente del consiglio, Matteo Renzi, avrebbe ‘rassicurato’ il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della conferenza episcopale umbra che, nel corso di un pranzo in Vaticano, avrebbe espresso la preoccupazione della Chiesa umbra per le questioni relative alle acciaierie.

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One reply on “Tk-Ast, la Commissione Europea sa tutto dei tagli. Renzi ‘rassicura’ il cardinale Bassetti”

  1. Bassetti….se lo dice Renzi è na garanzia…
    Non farò mai il presidente del consiglio senza passare dal voto.
    Il Pil crescerà dell’1% anzichè dello 0,8%.
    Marò tra le priorità.
    La ripresa è come l’estate, prima o poi arriva.
    L’europa ci ha salvato.
    AHAHAHAH cercateve un lavoro

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