Luigi Di Maio

di Marco Torricelli

Lo aveva detto: «Non voglio fare passerella», ma che non ci fosse uno straccio di dirigente, venerdì mattina, ad accogliere il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, davanti ai cancelli delle acciaierie, non è una cosa di quelle che si possano classificare come normali.

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Visita negata L’esponente del Movimento 5 Stelle, peraltro, quei cancelli non li ha nemmeno potuti varcare: «Nessuna visita all’interno e nessun incontro – è il laconico commento dei ‘grillini’ ternani – le motivazioni non le sappiamo» e gli unici che sono andati a salutarlo sono stati i rappresentanti istituzionali. Il vice presidente Di Maio non ha voluto polemizzare, ma di sicuro non è rituale che uno come lui venga lasciato fuori dal cancello e che, addirittura, gli sia impedito di accedere alla mensa aziendale, nella quale avrebbe voluto pranzare con i lavoratori, come spesso fa – senza riscuotere gradimento particolare – l’ad Lucia Morselli.

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La decisione Tutta la faccenda pare sia stata gestita da Arturo Ferrucci, attuale ‘uomo forte’ di Ast (ha appena ricevuto la delega alle questioni del personale, sfilate a Biagio Della Volpe) e di cui si parla come uno degli effettivi estensori del piano ‘lacrime e sangue’ – che la Morselli sarebbe solo stata chiamata a mettere in pratica – oggetto della dura vertenza in corso.

L’incontro Nell’auditorium aziendale, che sta fuori dal perimetro produttivo, il vice presidente della Camera ha comunque incontrato – c’erano anche parlamentari umbri del M5S, i sindaci di Terni e Narni, Di Girolamo e De Rebotti e l’assessore provinciale Rosati – i lavoratori di Ast e i sindacalisti: «Non sono venuto a fare una passerella – ha chiarito Di Maio – ma ad ascoltare la vostra voce e a proporre qualche tema di riflessione».

I temi Per cominciare, Luigi Di Maio ha chiarito che «lo Stato deve dire con chiarezza alla ThyssenKrupp che vuole andarsene da Terni può farlo anche subito, ma che lo stesso Stato si prenderà la fabbrica e che è pronto a mettere in campo tutti gli strumenti, compresi quelli previsti dal ‘fondo strategico’ e quelli per le aree da bonificare e risanare, per dare una risposta immediata».

L’acciaio Ma il vice presidente della Camera è andato oltre: «Questo polo deve restare com’è ora e migliorato, non certo spezzettato, ma sarà anche il caso di cominciare a chiarire, per esempio con chi in Italia costruisce automobili, che per farlo devono utilizzare l’acciaio italiano e, questo è un altro tema sul quale il governo potrebbe intervenire. Per provvedimenti del genere – ha chiarito – bastano cinque minuti e tre righe aggiunte a qualsiasi provvedimento si intende deliberare».

La lettera Idee e proposte che, ha detto Di Maio, «metterò in una lettera che, oggi stesso, invierò a tutti i deputati e – attraverso il presidente Grasso – anche a tutti i senatori, perché quanto sta accadendo a Terni non è stato, fino ad oggi, spiegato bene a tutti ed il motivo della mia visita di oggi è anche dettato dalla volontà di dare la giusta visibilità a questa vertenza».

I sindaci Leopoldo Di Girolamo, il sindaco di Terni, ha ricordato che «i tedeschi sono stati molto importanti per lo sviluppo delle acciaierie, ma i loro errori degli ultimi anni, uniti ad una normativa europea penalizzante, rischiano di essere oggi fatali. Per questo chiediamo che questa azienda, se questa è la volontà, venga messa sul mercato, ma dandole la possibilità di sviluppare le proprie potenzialità». Francesco De Rebotti, sindaco di Narni, ha invece ricordato «lo stretto legame tra una fabbrica unica in Italia come l’Ast, ad un’altra, unica anch’essa, come la Sgl Carbon e che vive a sua volta una crisi drammatica e non determinata da motivazioni economiche o industriali».

I vescovi Nella difficile fase economica ed occupazionale che sta vivendo la regione, «i vescovi dell’Umbria manifestano la loro viva preoccupazione ed esprimono la propria solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie mentre, nel contempo, invitano alla responsabilità tutti coloro ai quali sono stati conferiti poteri decisionali a vari livelli».

Il documento I vescovi umbri dicono di pensare «alle diverse Imprese piccole e grandi che affrontano da mesi serie difficoltà. Per alcune di esse è stata ventilata e per altre già avviata la procedura di licenziamento dei lavoratori. La gravità della situazione, con il rischio per migliaia di persone di rimanere senza un lavoro, porta con sé conseguenze umane e sociali dolorosissime per innumerevoli famiglie».

Papa Francesco E ricordano, i vescovi, quanto detto da Papa Francesco nell’udienza dello scorso 20 marzo, in occasione dei 130 anni della fondazione dell’acciaieria di Terni: «Di fronte all’attuale sviluppo dell’economia e al travaglio che attraversa l’attività lavorativa, occorre riaffermare che il lavoro è una realtà essenziale per la società, per le famiglie e per i singoli. Il lavoro, infatti, riguarda direttamente la persona, la sua vita, la sua libertà e la sua felicità. Da qui deriva che il lavoro non ha soltanto una finalità economica e di profitto, ma soprattutto una finalità che interessa l’uomo e la sua dignità. Non si guardi solo ai numeri, ma ai volti degli operai e dei loro figli».

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2 replies on “Tk-Ast, il vice presidente della Camera non entra: per Luigi Di Maio (M5S) vietata anche la mensa”

  1. fin quando continueranno a votare gente asservita alle multinazionali, come si puo’ sperare che il governo e la politica risolvano queste situazioni? l’amara realta che che in italia solo il m5s ha a cuore gli interessi dei cittadini gli altri partiti pensano solo ai c….i loro

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