Gli operai della Thyssen in corteo per difendere le acciaierie (foto Toni)
Gli operai della Thyssen in corteo per difendere le acciaierie (foto Toni)

di Fabio Toni

Nuovi assetti societari, volumi produttivi e prospettive future del sito di Terni: di questo si è discusso nell’incontro di mercoledì fra l’amministratore delegato di Tk-Ast, Marco Pucci, e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl. Gli stessi sindacati hanno dato mandato agli uffici nazionali di verificare la percorribilità di un eventuale ricorso rispetto alle decisioni assunte dalla commissione antitrust della Comunità europea. Al momento non si intravedono segnali significativi di una ripresa. Tuttavia – è stato detto nell’incontro – nel prossimo semestre il sito ternano non dovrebbe incontrare difficoltà nella saturazione dei volumi produttivi, sia per la parte a caldo che per quella a freddo. Per tutte e due le linee insomma si dovrebbe mantenere per i prossimi sei mesi lo stesso livello di produzione. Sule trattative in corso per la cessione dell’azienda l’ad non si è sbilanciato, spiegando soltanto che i contatti ci sono ma che per il momento non hanno portato ad offerte concrete.

Sei mesi di tempo Si è poi parlato della cessione della realtà produttiva delle acciaierie, con la temuta «fase di transizione» iniziata lo scorso 7 novembre. La Commissione europea ha fissato in sei mesi l’arco temporale entro il quale dovrà essere individuato l’acquirente. Un periodo che potrà essere prorogato di altri sei mesi, sotto il controllo diretto di Bruxelles. «In questo arco temporale – ha confermato Pucci – l’azienda avrà l’autonomia operativa per proseguire la missione industriale». L’interesse primo di lavoratori e sindacati, è che in questa fase il sito mantenga tutte le sue potenzialità. Per questo le sigle chiedono che ogni decisione «sia frutto di analisi, confronti e accordi basati su progetti coerenti, chiari e condivisi». Un metodo operativo che dovrà essere applicato anche nella gestione del sistema formato dagli appalti e dalle ditte terze. I sindacati poi di fronte a Pucci hanno ribadito come il Tubificio, principale indiziato per un possibile spezzatino, dovrà essere comunque parte integrante del sito di Terni. In più hanno definito «urgente e non più rinviabile» un nuovo incontro con il governo, Outokumpu, le istituzioni e i sindacati che, secondo alcuni rumors, potrebbe essere convocato a breve.

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