di Marco Torricelli
Doppio turno. Di incontri, riunioni e analisi. I sindacati dei metalmeccanici ternani si sono incontrati, nella mattinata di mercoledì, con la direzione aziendale, che ha reso noti i dati relativi all’andamento economico e produttivo; mentre nel pomeriggio si è svolto un vertice tra la Rsu e le segreterie territoriali.
La crisi Quanto emerso dall’incontro con l’azienda, dicono i sindacati «evidenzia il persistere della crisi a livello europeo con indicatori economici che, al momento, non delineano evidenti segnali di ripresa e che stanno modificando in negativo l’assetto ed il sistema produttivo europeo conosciuto fino ad oggi». Dal punto di vista produttivo «Ast, grazie alle politiche commerciali messe in atto, è riuscita a difendere i propri volumi, aumentando il portafoglio ordini, nonostante il venire meno della sostanziosa fornitura dello stabilimento TK nel Nord e Centro America».
Le valutazioni Il piano operativo dell’azienda viene considerato «utile rispetto alla necessità di rendere il sito Ast, dal punto di vista produttivo, qualitativo e dei costi per unità di prodotto, sempre più leader tra i competitori nel panorama internazionale» e anche sul tema relativo al taglio costi, i sindacati «valutano positivamente quanto fino ad ora messo in atto. Le azioni portate a termine hanno ridotto il passivo economico del gruppo che, ancora ad oggi, risulta essere molto elevato».
Il personale Sarà «indispensabile un approfondimento nel merito delle singole voci che concorrono al raggiungimento di tale obiettivo», dicono ancora i sindacati, che però «dichiarano la propria indisponibilità a ragionare in questa fase di eventuali razionalizzazioni di personale, in funzione del fatto che ad oggi non si è conclusa la fase di vendita, e che non è chiaro il nuovo soggetto acquirente e di conseguenza il piano industriale».
La cessione Le segreterie territoriali e la Rsu hanno anche discusso e approfondito lo stato attuale delle cose, relativamente al processo di cessione del sito Ast: «Il persistere di questo stato di incertezza, caratterizzato da informazioni parziali ed inesatte – dicono – è pericoloso, deleterio e inaccettabile per le future sorti del sito di Terni e di tutti i lavoratori» e ribadiscono che «è urgente il confronto governativo tra tutti i soggetti protagonisti del processo di cessione ed in particolar modo con la presenza della società cedente per sancire, non solo i criteri di vendita, ma la vincolarizzazione al progetto di cessione del mantenimento occupazionale e delle capacità impiantistiche del sito».
La Sangemini Non poteva mancare, in una fase tanto delicata, un richiamo alla situazione della Sangemini: «La Rsu dell’Ast, in rappresentanza di tutti i lavoratori del gruppo, intende esprimere la vicinanza e la solidarietà ai lavoratori della Sangemini. Quanto si sta verificando è il segno della crisi che sta attraversando il sistema economico e produttivo ternano che richiede una attenzione particolare onde evitare ripercussioni occupazionali sul nostro territorio. Queste poche parole per esprimervi – dicono i lavoratori delle acciaierie, rivolgendosi direttamente a quelli della Sangemini – tutto il nostro sostegno anche memori della vostra vicinanza nei momenti difficili delle vertenze dei lavoratori delle acciaierie».
