I lavoratori in Prefettura

di M. To.

Il prefetto, Gianfelice Bellesini, al termine del vertice che aveva convocato «per fare chiarezza tra i diversi attori coinvolti ed a superare le ragioni, solo formali, che fino ad oggi avevano impedito l’apertura del tavolo» si è detto «soddisfatto per lo spirito costruttivo con il quale, in un contesto di difficoltà economica come quello attuale, vengono ricercate soluzioni che garantiscono i lavoratori».

Il lavoratori Il problema è che all’ottimismo del prefetto non corrisponde quello dei lavoratori della ‘Industria e servizi’ – è di loro che si è parlato nel vertice, al quale hanno partecipato rappresentanti delle società ‘Iosa Carlo’, ‘Industria e Servizi’ e Ilserv, nonché delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Filt Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Cgil e Cisl, insieme alla Direzione territoriale del lavoro di Terni – ed ai quali continua a non piacere l’idea che la ditta, che fino a lunedì effettuava lavori di pulizia industriale per conto di Ilserv-Harsco all’interno della Tk-Ast, debba farsi da parte per lasciare posto alla ‘Iosa Carlo’.

LA PROTESTA CLAMOROSA: LE FOTO

Il futuro Per i 26 dipendenti che, con diverse tipologie contrattuali, erano impegnati nel sito ternano prima del cambio appalto, spiega il prefetto Bellesini, «si apre ora la procedura prevista dall’articolo 4 del connratto collettivo nazionale di lavoro per le imprese di pulizia, nel presupposto che le aree oggetto del contratto sono rimaste le stesse e l’azienda subentrante ha dichiarato la massima disponibilità a valutare le posizioni in essere una volta acquisite le necessarie informazioni dal precedente datore di lavoro, finora non comunicate».

I documenti Entro la giornata di martedì tutta la documentazione relativa ai lavoratori – a cominciare dai tipi di contratto con cui ‘Industria e servizi’ li ha assunti – dovrà essere trasmessa alla ‘Iosa Carlo’ e mercoledì tutti i soggetti in causa si incontreranno di nuovo, ma nella sede di Confindustria, per cercare una soluzione.

I sindacati La posizione delle organizzazioni sindacali, chiarisce il segretario della Cgil ternana, Attilio Romanelli, «resta quella di sempre e cioè che il nostro compito è quello di tutelare i lavoratori, mentre insistiamo sul punto che alle aziende debbano pensare le associazioni di categoria. Mercoledì noi andremo, quindi, a difendere il diritto al lavoro di 26 persone». Che tradotto significa che per il sindacato conta poco per chi, quei lavoratori, presteranno servizio in futuro.

Il lavoro Ma il timore dei lavoratori nasce proprio da questo: «Temiamo – dice Mauro Carletti, uno dei due che lunedì si è arrampicato fino in cima ad una torre – che solo una parte, forse molti meno della metà, della forza lavoro attualmente utilizzata da ‘Industria e servizi’, sarà assorbita dalla ditta che, già da martedì, ha iniziato a svolgere le mansioni che erano nostre. E gli altri che fine faranno?»

La manifestazione E siccome sono certi – qualcuno arriva a parlare di numeri: «Ne assumeranno otto o dieci al massimo – dice un lavoratore – e tutti gli altri verranno scaricati» – che la trattativa di mercoledì non poterà a grandi risultati, hanno già annunciato che «giovedì alle 15 ci ritroveremo davanti alla Tk-Ast e poi ci sposteremmo, tutti insieme verso palazzo Spada». Un corteo piccolo, ma agguerrito e che approfitterà del fatto che in corso ci sarà la seduta del consiglio comunale per dare maggiore peso alla propria iniziativa.

La ditta Ma il tema è più ampio e, per certi aspetti, lo ha tratteggiato proprio Attilio Romanelli: perché ad entrare in gioco sono i modi e la procedure con in quali all’interno della Tk-Ast vengono distribuiti gli appalti. Un tema delicato, sul quale da tempo si dibatte e per il quale non si riesce a trovare la quadra per mettere a punto un protocollo complessivo che impedisca il ripetersi di situazioni analoghe.

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