di C.F.
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«Riusciremo a garantire la stessa produzione con un numero inferiore di persone». Così l’amministratore delegato di Tk-Ast Lucia Morselli nell’intervista rilasciata al Corriere delle Sera, la prima dopo la dura vertenza conclusa con l’accordo del 3 dicembre al Mise, in cui non manca di pungolare la Regione Umbria sul finanziamento e completamento della Orte Civitavecchia, suscitando l’immediata reazione della presidente Catiuscia Marini.
Lucia Morselli, prima intervista dopo la vertenza Col giornalista Fabio Savelli la manager ha ripercorso gli ultimi mesi del sito siderurgico, a cominciare dallo stop al pagamento degli stipendi durante lo sciopero: «Che cosa dovevo fare? Abbiamo raggiunto- è stata la risposta di Morselli – i 35 giorni di sciopero, una cosa del genere non si era mai vista. A mente fredda mi sento di ritenerla una ferita profonda. Ne hanno risentito l’Italia e l’Europa perché siamo uno dei fornitori più importanti della manifattura. Tuttavia se analizziamo la durezza del confronto tra le parti come l’espressione della volontà e della grande partecipazione a trovare un accordo allora sono contenta che sia finita così».
Riorganizzazione Tk-Ast Dal passato al presente il passo è breve, tanto che immancabile è la richiesta di chiarimenti sulla riorganizzazione di viale Brin varata unilateralmente e contestata da Rsu e sindacati, preoccupati sia per i contraccolpi in termini di sicurezza e piuttosto certi che turnazione e organici definiti dall’azienda non permetteranno di raggiungere il milione di tonnellate di acciaio annue segnate nell’accordo del 3 dicembre: «Se così fosse – è la risposta di Morselli – vorrebbe dire che l’azienda non è guaribile. Invece lo è, a patto di fare delle efficienze. Riusciremo a garantire la stessa produzione con un numero inferiore di persone».
LA VICENDA DI AST IN UN MINUTO
Inchieste, arresti e avvisi di garanzia Ma il presente è fatto anche di inchieste, arresti e avvisi di garanzia: «Rispettiamo l’operato della magistratura, ma sulle singole posizioni non abbiamo alcuna evidenza di ciò che viene contestato. Ad ogni modo abbiamo ottimi numeri due in grado di sostituire in questo periodo di tempo chi ha dovuto lasciare l’incarico. Le assicuro che le procedure di controllo sono sofisticatissime, non escludo però che possa esserci stato qualche comportamento singolo fraudolento».
Orte-Civitavecchia, Morselli pungola Regione Umbria Prima di chiudere l’intervista l’ad Morselli, che definisce il Jobs act «una grandissima riforma che fa onore al governo per il coraggio, anche se è presto per dire se noi torneremo ad assume», pungola palazzo Donini affermando: «Saremmo molto contenti se la regione Umbria procedesse al finanziamento dell’infrastruttura Orte-Civitavecchia, ridurremmo di molto i costi della logistica».
Catiuscia Marini: «Passa nel Lazio» Un invito che non è passato inosservato alla presidente Catiuscia Marini: «Leggo con preoccupazione l’intervista rilasciata dall’amministratore delegato di Ast e al di là delle considerazioni in merito alla vertenza che ha visto e alle preoccupazioni che nutro sulla coerente attuazione da parte dell’ad dell’accordo, mi sorprende che il manager della multinazionale ancora una volta ponga in maniera errata alcune questioni. Stupisce che l’amministratore delegato di una importante multinazionale non abbia di meglio che sollecitare una questione relativa alla Orte-Civitavecchia, infrastruttura che non attiene alla competenza diretta della Regione Umbria, non solo perché come dice il nome stesso delle due città tale tracciato, insiste esclusivamente sul territorio del Lazio, ma anche la possibilità di realizzazione necessita di un impegno diretto del governo. In ogni caso – dice Marini – ricordo che ho personalmente avviato un confronto sia con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sia con il Governo, affinché il completamento di questa infrastruttura venga riconosciuto come obiettivo prioritario in quanto particolarmente importante per tutto il territorio umbro e per il futuro industriale dell’area di Terni e Narni».
