di Chiara Fabrizi
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Un incontro con l’amministratore delegato Lucia Morselli nella biblioteca di Tk-Ast. A convocarlo il responsabile del personale Arturo Ferrucci, uno degli undici indagati nell’inchiesta Do ut des che al tavolo, però, ha invitato i responsabile di reparto e le Rsu di viale Brin, e non le segreterie nazionali e quelle territoriali delle organizzazioni sindacali, che pure ne hanno fatto richiesta, avendo firmato l’accordo del 3 dicembre.
Lucia Morselli incontra Rsu Un ordine del giorno vero e proprio a convocazione non è segnato, ma via mail alle Rsu si comunica che il confronto sarà utile per affrontare le criticità segnalate con la nota del 6 marzo. Nel documento in questione i rappresentanti dei lavoratori tornavano a sollevare pesanti perplessità in relazione alla riorganizzazione varata unilateralmente, calcando la mano su sicurezza e qualità del prodotto. Ma non solo. Con lo stesso intervento le Rsu chiedevano anche lumi sulle relazioni sindacali, incerte anche negli interlocutori, a seguito di Do ut des che ha portato all’iscrizione nel registro di tre alti dirigenti e 8 apicali, di cui uno però risulta già fuori da Tk-Ast.
LA VICENDA DI AST IN UN MINUTO
Riorganizzazione Tk-Ast Provvedimenti, è evidente, non ne sono per ora arrivati, ma anche di questo si parlerà martedì pomeriggio nella biblioteca di Tk-Ast, dove è di scena il confronto atteso per due lunghe settimane tra da richieste di sospensione della riorganizzazione, confronti, botta e risposta e sopralluoghi. L’ultimo dei quali è stato compiuto lunedì 9 marzo dalle Rsu e Rls in Pix2, dove i coils continuano a non essere in ordine, la formazione del personale sulle nuove mansioni resta al palo, mentre in alcune aree mancherebbe anche il tempo per la pausa.
‘ACCIAIO D’ORO’, L’ALTRA INCHIESTA
Sicurezza sul lavoro e produttività Di più. Nel sopralluogo di lunedì nell’area Lac, zona Aspi, i rappresentati dei lavoratori unitamente al capo servizio hanno riscontrato «la mancanza di telecamere, balustre inidonee, funzionamento critico dei sistemi di sicurezza, arresto dei cancelletti di zona e ancora lamiere mancanti e pericolanti e lucernai da cui cadono vetri. Si tratta di una serie di questioni che generano condizioni potenziali di pericolo per tutti i lavoratori, c’è l’impegno del capo servizio all’immediato ripristino, ma ancora una volta solo dopo l’intervento delle Rsu. In ogni affermiamo che nell’area Aspi non è sufficiente operare con le unità definite dall’azienda, non solo per la sicurezza ma anche per la produttività, che sarà costretta a un ricorso massiccio agli straordinari».
