Ispettorato del lavoro di Terni

di Marta Rosati

La numerologia del cambio d’appalto di vigilanza privata in Ast, suggerisce 12, 4  e 3, ma a colpire è senza dubbio il 16. Il primo numero equivale alle unità di organico Cesar che saranno già da oggi assorbite dalla famiglia Sicuritalia e non faranno altro che ‘cambiare casacca’ e riprendere la propria attività nello stabilimento. Quattro è invece il numero delle portinerie in cui Sicuritalia dovrà garantire il servizio, così come indicato nel capitolato d’appalto (Aspasiel, Tubificio, Centro di finitura e Portineria materiali). Tre sono i mesi entro cui Ast dovrà completare gli annunciati lavori di automatizzazione delle portinerie. Non venissero rispettati questi tempi, Sicuritalia assumerebbe tutte le 28 guardie fino ad oggi Cesar group. Il 16 infine indica il numero di guardie escluse dall’appalto e quindi da oggi senza lavoro. Quali prospettive per i nuovi disoccupati? Le organizzazioni sindacali sperano che Ast in tre mesi non riesca a realizzare la ‘trasformazione degli accessi’, altrimenti per le 16 guardie Cesar saranno tempi di ammortizzatori sociali.

I dodici salvi Non c’è molto di nuovo rispetto al tavolo che si è tenuto martedì in prefettura. L’accordo era già sul piatto, serviva giusto definirne i contorni. Ed ora ci sono tutti: i 12 lavoratori Cesar che saranno salvaguardati, in quanto presi in carico da Sicuritalia in nome del contratto collettivo nazionale e a fronte di un capitolato d’appalto che richiede questo fabbisogno di personale, saranno scelti sulla base di un criterio molto semplice. Rimarranno cioè quelli che già prestano servizio presso i 4 punti nevralgici individuati da Ast per il nuovo appalto di vigilanza, dal quale sono state escluse quelle portinerie che l’azienda intende eliminare, o meglio regolare attraverso impianti automatici a dispetto della forza lavoro.

Accessi automatici Per attivare questi meccanismi l’Ast ha stimato un tempo di due mesi. Nell’accordo siglato da Sicuritalia con i sindacati, presso la Direzione provinciale del lavoro (dopo la mediazione del prefetto Bellesini), è scritto che se ciò non avvenisse entro 3 mesi, la nuova società di vigilanza operante all’interno dello stabilimento assumerà tutti i dipendenti oggi Cesar group da impiegare a quel punto presso tutti gli accessi. Nella fase di ‘trasformazione’ i servizi che sono rimasti esclusi dalla nuova gara e che riguardano la vigilanza in altre postazioni, verranno assicurati con personale della Sicuritalia a tempo determinato. I sindacati dal canto loro hanno provato a ‘forzare ulteriormente la mano’, essendoci la possibilità di due contratti di portierato: Sicuritalia, in merito, si riserva di valutare personale Cesar attraverso Ast. I due dipendenti saranno cioè selezionati dalla direzione della multinazionale.

Prefetto «La soluzione raggiunta è un’ulteriore prova dell’attenzione e dell’impegno delle istituzioni ai problemi occupazionali del territorio – ha evidenziato il prefetto Bellesini al termine dell’incontro – Anche in questa occasione, la collaborazione e la buona volontà dimostrata da tutte le parti interessate, ha permesso di raggiungere un importante risultato che si confida possa aprire prospettive positive per i lavoratori». Già, perché per 16 di loro da oggi si inizia a sperare ma potrebbe non bastare e i sindacati già pensano all’ipotesi di ammortizzatori sociali.

Istituzioni Del caso Cesar group si è occupata anche la Politica. Non solo il Consiglio comunale aveva chiesto alla giunta di palazzo Spada di intervenire a favore dei lavoratori ma anche il senatore Pd Gianluca Rossi, ringraziando il prefetto per il ruolo di garanzia svolto, ha presentato un’interrogazione  al ministro del lavoro per chiedere quali misure fossero applicabili se l’azienda che ha vinto il nuovo appalto di tk-Ast per la vigilanza privata, non avesse rispettato il contratto collettivo nazionale. «Auspico – ha dichiarato il senatore – un intervento che miri a  vigilare affinché il sistema degli appalti inseriti all’interno del sistema delle multinazionali non svilisca le esperienze professionali consolidate e produttive del territorio».

Sindaco Un commento arriva anche dal numero uno di palazzo Spada, Leopoldo Di Girolamo: «Voglio ringraziare – ha dichiarato il primo cittadino – il prefetto di Terni, er un primo, importate anche se parziale, risultato raggiunto ieri sera nella vertenza Cesar Group-Sicur Italia. Al di là della presa in carico da parte di Sicur Italia di 12 dipendenti della Cesar, cosa comunque che rasserena alcuni lavoratori e le loro famiglie, è importante aver garantito il rispetto dei contratti e delle norme che regolano il comparto sicurezza. Ora bisogna attivare gli idonei ammortizzatori sociali per quelli che momentaneamente non sono riassorbiti e vigilare sulla riorganizzazione delle portinerie di Ast per valutare se si aprono ulteriori spazi occupazionali in grado di dare una risposta a tutti i lavoratori. Su questo la giunta ed il consiglio comunale continueranno ad assicurare il proprio impegno».

Twitter @martarosati28

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