Vincenzo Bianconi (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Alle verifiche per la realizzazione di dieci campi container, che i nursini si preparano a contestare sabato mattina al Centro operativo comunale (Coc), si sommano i sopralluoghi per l’individuazione delle aree in cui permettere la collocazione dei negozi prefabbricati, così da far ripartire le attività commerciale, alcune delle quali con grande coraggio stanno alla meglio tentando di superare la fase. L’imprenditore nursino Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi provinciale,  così come Fabio Brandimarte, presidente della Confcommercio Valnerina, anche lui nursino, spiegano di non essere stati per il momento consultati dal Comune e della protezione civile regionale. Bianconi in particolare spiega: «Per permettere alla categoria di organizzarsi è anche cruciale conoscere i tempi di riapertura della zona rossa, almeno l’asse che si allunga tra Porta Romana e Porta Ascolana».

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Verifiche aree per negozi prefabbricati In base a quanto risulta dalla prociv umbra i sopralluoghi per l’individuazione delle aree sono iniziati, ma in queste ore sono in corso una serie di valutazioni per stabilire la distribuzione degli spazi, tenendo in considerazione anche la collocazione dei campi container e dei campi casette, che in base a quanto emerso nei giorni successivi al terremoto del 30 ottobre, verranno consegnati in estate. L’obiettivo intorno al quale si sta tentando di incastrare i vari tasselli è quello della organizzazione di un tessuto urbano che, seppur provvisorio in attesa della ricostruzione, si vorrebbe equilibrato. Da scongiurare, per intendersi, c’è la collocazione dei negozi container in un’area distante dai campi casette, così come si sta considerando l’opportunità di dislocare in varie aree questi piccoli poli commerciali prefabbricati. Le aree intorno alle quali stanno ragionando Comune e protezione civile verranno quindi rese pubbliche, mentre chi dispone di campi di proprietà può procedere in autonomia con perizie giurate. Il decreto prevede sostegni sia per l’acquisto del prefabbricato che dei beni strumentali all’attività se danneggiati.

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«Serve previsione riapertura zona rossa» Proprio sul doppio provvedimento del governo si sono giàa attivate Confcommercio e Federalberghi che, attraverso Bianconelle associazioni di categoria anche dei territori del Reatino e delle Marche, oltreché coi nostri tecnici, per definire una serie di emendamenti al decreto del governo che ricalca – dice – il modello della ricostruzione dell’Emilia Romagna, terra con un tessuto economico e produttivo di tipo industriale e quindi molto diverso dal nostro».  Tra le priorità sul tavolo c’è il sostegno al lavoro: «Va bene la cassa integrazione – dice Bianconi – ma le attività riapriranno e dovranno fare i conti coi costi del lavoro dipendente nonostante entrate che saranno inesistenti. Penso a una famiglia, come ce ne sono tante qui, il cui reddito è legato a una piccola o media attività commerciale. Serve quindi un sostegno in questo senso, ma anche sgravi almeno del 50 per cento sui versamenti contributivi del personale». E poi: «Sulle aree per la delocalizzazione dei negozi – dice – non siamo ancora stati coinvolti ma immagino verremo consultati a breve. Tuttavia la domanda che tutta la categoria si pone in queste ore è relativa ai tempi di riapertura dell’asse principale del centro storico, ossia da Porta Romana a Porta Ascolana. Siamo consapevoli che dal terremoto sono passati poco più di dieci giorni ma in tempi rapidi abbiamo la necessità di capire quali sono le previsioni per rimuovere la zona rossa nell’area di centro storico indicata. All’inferno possiamo anche starci ma abbiamo bisogno della luce per orientarci».

@chilodice

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