Stefano Neri presidente Terni energia

di Re.Te.

Il Prodotto interno lordo nazionale, dal 2008 ad oggi, si è contratto di oltre l’8%. Ma mica è andata così per tutte le imprese. Anzi. C’è stato chi ha visto crescere il fatturato, il risultato operativo e, pure, la soddisfazione degli azionisti. A farlo notare è il giornale economico ‘Milano finanza’.

Aziende ‘di ferro’ Tra queste imprese c’è TerniEnergia, inserita tra le 40 società ‘Iron man’, campioni inossidabili dell’industria italiana che hanno saputo reagire alla crisi generando valore e crescita. In particolare, il fatturato di TerniEnergia è cresciuto dai 31,8 milioni del 2008 ai 65,4 del 2012 con una variazione in termini assoluti del +105,41%. Il risultato operativo è passato da 1,7 milioni a 5,84 con una crescita del +243,99%. Numeri che mettono TerniEnergia al primo posto assoluto della speciale classifica di MF davanti a Brunello Cucinelli e Yoox, a chiudere un ideale podio delle imprese che meglio hanno saputo interpretare la fase più difficile dell’economia italiana.

Il segretoLe imprese che funzionano, spiegano gli analisti, hanno saputo trovare nuovi sbocchi sul mercato internazionale e allo stesso tempo sono state capaci di migliorare l’efficienza gestionale, riducendo i costi. TerniEnergia, peraltro, è prima tra le magnifiche quaranta anche per il miglioramento dell’utile netto: la variazione è del +1.192,01% con una crescita dai 0,532 milioni del 2008 ai 6,87 milioni del 2012. MF sottolinea anche gli ottimi dati della semestrale 2013, con la crescita dell’utile netto da 1,7 del 2012 a 5,4 milioni del 2013 e il positivo andamento di tutti gli indicatori economico-finanziari.

Il commento Per Stefano Neri, presidente e amministratore delegato di TerniEnergia, «è significativo che al vertice della classifica ci siano due aziende umbre, entrambe quotate, aperte al mercato e con una governance efficace e trasparente come Cucinelli e TerniEnergia. Entrambe hanno saputo reagire alla crisi, nei rispettivi campi di azione (paradossalmente così distanti uno dall’altro) con spirito dinamico, visione internazionale e capacità di innovazione, intercettando quelle tendenze che consentono di creare valore per gli azionisti, per l’azienda, per i lavoratori e per il territorio». Nel caso di TerniEnergia, spiega Neri, «siamo stati capaci di rispondere a una lunga fase di incertezza normativa e alle difficoltà macroeconomiche, andando ad operare in un segmento ad alto contenuto tecnologico dell’industria verde come quello delle energie rinnovabili e del recupero di materia ed energia dall’attività di wate management, contribuendo in tal modo alla crescita economica e al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di riduzione delle fonti fossili, contenimento dei gas serra ed efficientamento energetico».

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