di M.T.

TerniEnergia e Power Capital hanno sottoscritto un accordo quadro per lo sviluppo del progetto denominato, Renewable Assets (Ra): un fondo comune di investimento, riservato a investitori qualificati, specializzato nelle energie rinnovabili.

L’operazione Il fondo – che è stato presentato martedì mattina nella sede di Borsa italiana – sarà specializzato nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella green industry, candidandosi a rappresentare un nuovo strumento di investimento in un settore in forte espansione. Obiettivo dell’operazione sarà quello di accrescere il capitale investito in un orizzonte temporale di lungo termine, mediante i flussi di cassa generati in maniera costante dall’esercizio degli impianti industriali.

TerniEnergia Stefano Neri, presidente e amministratore delegato di TerniEnergia, spiega che «dal progetto ‘Ra’ nascerà un primo fondo di investimento immobiliare, totalmente indipendente, del quale TerniEnergia sarà al contempo partner strategico per l’attività di system integrator e di gestione industriale degli impianti di produzione energetica». La società, dice Neri, «ha previsto una propria partecipazione al fondo, conferendo alcuni asset rappresentati da impianti fotovoltaici e da biomasse. Questo consentirà l’accesso a capitali che potranno garantire lo sviluppo di nuovi progetti industriali e una nuova stagione di crescita».

Power Capital Il progetto ‘Ra, dice Nicola Romito, presidente di Power Capital, «avrà una triplice funzione di servizio: al Paese, per il conseguimento degli obiettivi fissati a livello sovranazionale riguardanti l’utilizzo a fini energetici di fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e la riduzione di emissioni di Co2; agli investitori qualificati, ai quali verrà messa a disposizione una nuova asset class per differenziare il portafoglio e allocare investimenti di lungo periodo con il migliore profilo di rischio-rendimento; all’industria, della quale intendiamo favorire lo sviluppo e la crescita in una fase difficile per l’accesso al credito, con un ricorso sostenibile alla leva finanziaria».

I rendimenti Il fondo, si legge nella nota di presentazione, «avrà una durata ventennale e prevede rendimenti corretti per il rischio, adeguati, prevedibili e scarsamente correlati con l’andamento dei mercati finanziari, superiori al 10% in termini di Irr (il tasso interno di rendimento; ndr)». Tra i vantaggi, anche «una migliore fiscalità rispetto alle società veicolo cui normalmente ricorrono le società quotate o i fondi di private equity». Infine, «il fondo garantirà piena trasparenza e indipendenza, in quanto soggetto vigilato, patrimonialmente segregato e come tale dotato di un merito creditizio migliore rispetto a una società veicolo».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.