Si vociferava addirittura di un possibile sciopero di qualche ora, invece per ora la rappresentanza sindacale di Ast ha solo chiesto l’apertura del confronto coi vertici aziendali per superare il nodo stipendi, legato allo slittamento della paga di giugno dal 10 (giorno ‘fisso’ per l’accredito delle mensilità) all’11.
Stipendi Tk-Ast «Le motivazioni fornite della responsabile dell’ufficio paghe – spiegano – non ci risultano corrispondenti alla realtà; la situazione che si presenta nel mese di giugno con due sabati e due domeniche è la stessa di qualche mese fa, quando lo stipendio fu pagato il giorno 8 senza creare nessuna problematica; dire che c’è il 2 giugno di mezzo, dimostra la superficialità della decisione in quanto basta guardare il calendario per vedere che tale giorno cade di sabato e quindi non diminuisce i giorni a disposizione; l’azienda stessa decise di pagare il 10 di ogni mese e non più il 27. La nostra posizione fu subito critica perché potevano emergere delle problematiche e le avevamo evidenziate in anticipo. Chi fu complice di quella scelta oggi dovrebbe rendersi conto dell’ errore commesso e non scaricare il peso sui lavoratori; nessuno puo arrogarsi il diritto di trattenere anche per un solo giorno soldi che non sono suoi. Alcune scelte -concludono i rappresentanti sindacali – vanno concordate e accompagnate da serie motivazioni e non da prese di posizione di chi non ha l’autorità per farlo. Pretendiamo di avviare un confronto serio e corretto per risolvere la questione dello stipendio».
