Gli operai davanti ai cancelli

di M. To.

È passato più di un mese. Ed è passato invano. I lavoratori della ex Meraklon Yarn, passata alla Alpha Service e che nell’operazione si sono ritrovati fuori dalla porta, aspettano ancora di ricevere i propri soldi. E adesso promettono di dare battaglia legale.

Il sit-in «Complessivamente siamo una cinquantina – raccontano alcuni di loro durante il nuovo sit-in di protesta che hanno organizzato davanti ai cancelli di quella che era la ‘loro’ fabbrica – e siamo di nuovo qui perché, nonostante le promesse ricevute, non abbiamo visto uno solo degli euro (si parla di circa mille euro a testa; ndr) che ci siamo guadagnati negli ultimi mesi di lavoro e non sappiamo nemmeno se e quando li vedremo».

GUARDA LE FOTO

Alpha service La Yarn – quella che era la sezione ‘filo’ della Meraklon – dopo il passaggio in Alpha Service ha assunto 38 dei 109 addetti, mentre 71 sono stati considerati in esubero e sono fini a spasso: «Finiremo nelle liste di mobilità – dicono – ma intanto vorremmo i nostri soldi».

I soldi Gli ultimi euro li hanno ricevuti «il 7 agosto – spiegano – ed erano riferiti alla cassa integrazione di maggio, giungo e luglio. Da allora, più niente». Ma fino ad ottobre, seppur per brevi periodi, alternati appunto alla cassa interazione, hanno lavorato «ma quei pochi soldi che ci dovevano, se li sono tenuti».

Il fondo Ma non solo quelli, pare di capire, perché «noi avevamo aderito ad un fondo pensionistico alternativo – accusano – al quale avevamo pensato di fare ricorso, per sopperire alla mancanza di reddito, ma ci è stato risposto che non possiamo accedervi perché l’azienda non ha versato le ultime die mensilità a lei spettanti e, senza quel passaggio, i nostri soldo sono bloccati». E loro hanno deciso di mettere tutto in mano ad un legale.

L’avvocato Massimiliano Mattioli, lavvocato al quale si sono rivolti – sono una quindicina, fino ad ora, ad averlo fatto – è molto chiaro: «La vicenda di queste persone ha un doppio risvolto, penale e civile, perché da una parte c’è la questione relativa alle quote non versate dall’azienda nel fondo pensionistico; mentre dall’altra c’è da chiarire l’aspetto relativo agli arretrati non percepiti e delle relative quote di Tfr». Per ricostruire bene il tutto, spiega, «sto cercando di entrare in possesso dell’accordo siglato al ministero dalle organizzazioni sindacali e capire bene cosa c’era scritto».

I sindacati Il giorno dopo la prima protesta, i sindacati confederali di categoria – Filctem Gcil, Femca Cisl e Uiltec Uil – si erano incontrati con l’amministratore delegato di Neofil, Marco Mazzalupi e si erano messi in contatto con il commissario delegato dal tribunale, Daniele Discepolo «ai quali abbiamo ribadito – avevano detto – le richieste già avanzate in sede ministeriale il 31 ottobre scorso, in occasione della sigla dell’accordo di trasferimento di azienda al nuovo soggetto, riguardanti il pagamento di tutte le spettanze relative alle giornate lavorate dell’ultimo mese di Meraklon Yarn, ivi compresi i ratei di tredicesima mensilità maturati da tutti i lavoratori». Ma da allora non si è mosso nulla: «E noi, adesso – dicono i lavoratori – facciamo da soli».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.