Un incontro per Isrim in Comune (foto archivio )

di Chia.Fa.
Twitter @chilodice

Da una parte i sindacati che contano di verificare la congruità del progetto di salvataggio Isrim attraverso la costituzione di una società pubblica, dall’altra la Regione, quasi interamente proprietaria del patrimonio dell’istituto, chiederà al curatore fallimentare, l’avvocato Francesco Venturi, di redigere lo stato di consistenza.

CRISI ISRIM: LA VICENDA

Settimana cruciale per Isrim È una settimana cruciale quella che si preparano a vivere sindacati e lavoratori che, dopo aver incassato il colpo della dichiarazione di fallimento formalizzata dal tribunale di Terni il 13 febbraio ma comunicata lunedì, martedì mattina hanno subito bussato alle porte del consiglio regionale, chiedendo la sospensione dei lavori in aula e un confronto con i capigruppi e l’assessore Vincenzo Riommi.

Regione ribadisce propri impegni A Palazzo Cesaroni i rappresentanti e lavoratori hanno ricevuto ancora una volta rassicurazioni sul progetto di salvataggio di Isrim che passa per Regione e Asm, pronte come noto a dar forma a un nuovo soggetto pubblico, comunque aperto anche a capitali privati, per salvaguardare posti di lavoro e attività di ricerca, ma anche a ricollocare nelle partecipate i lavoratori che non troveranno posto nella newco.

Far ripartire Isrim con attività Sii Lo scenario resta in piedi, ma è logico che la pronuncia del giudice ha complicato notevolmente la partita. Una prima interlocuzione col curatore, l’avvocato Venturi, i sindacati lo avrebbero già avuto, anche se occorrerà dare tempo al tecnico nominato dal tribunale di studiare le carte, dopodiché magari tra giovedì e venerdì ci si potrà accomodare al tavolo. Qui i rappresentanti dei lavoratori sonderanno il terreno per capire se sussistono i margini per far riprendere le attività in Isrim, magari partendo proprio da quelle che Sii si sarebbe detta pronta a richiedere all’istituto.

Lavoratori La mossa permetterebbe, in primis, di mettere in sicurezza la cassa in deroga assicurata fino ad aprile, ma rifinanziabile, che assicura un reddito alle maestranze di Isrim, diversamente se le attività di Isrim non riprendessero l’ammortizzatore sociale sarebbe a rischio. Contestualmente, però, occorrerà serrare le fila con Asm e Regione per far prendere quota al progetto di salvataggio pubblico, creando quindi concretamente le condizioni per traghettare Isrim e i lavoratori in acque meno burrascose.

Comune e Asm In questo senso l’assessore Riommi si è reso disponibile «a farsi parte attiva nei confronti del Comune di Terni e Asm per – scrivono i sindacati – accelerare la costituzione della società». Una nota di Palazzo Donini conferma e aggiunge «resta in piedi l’ipotesi di collocazione nelle partecipate e la volontà di non disperdere il patrimonio e le conoscenze nel campo della ricerca, che rappresentano una branca non secondaria dell’Isrim».

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One reply on “Terni, settimana cruciale per futuro di Isrim: confronto con curatore, poi con Comune e Asm”

  1. Un suggerimento:
    si potrebbero vendere i numerosi brevetti Isrim e con l’incasso far ripartire le attivitá dell’Istituto.
    Di sicuro da quelle attivitá nasceranno altre idee che serviranno ad autofinanziarsi e captare fondi per i progetti.
    Meno Pubblico e più privato (vero) è questo il punto…..

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