Una vista del polo chimico

di Marco Torricelli

Quello che si dice: un colpo di scena. Il Consiglio di stato – la sesta sezione in particolare –  ha sospeso, per un mese, l’autorizzazione alla vendita della Meraklon. Il pronunciamento era stato chiesto da quello che si considera l’unico vero proprietario di tutto: Giampaolo Fiorletta, che nell’aprile del 2011 era stato arrestato, proprio negli uffici della Meraklon, dalla Guardia di finanza.

Il dispositivo «Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente – si legge nella sentenza del Consiglio di Stato – accoglie l’istanza e per l’effetto sospende l’esecuzione del provvedimento ministeriale impugnato in primo grado, fino all’esame del collegio che fissa alla camera di consiglio del 22 ottobre 2013». Se ne riparla tra un mese, insomma.

Due realtà L’azienda, operante nel polo chimico ternano, era di fatto divisa in due realtà – una, la Meraklon Spa, produceva, il così detto ‘fiocco’, era stata già rilevata dalla multinazionale belga Beaulieau ed erano già in corso le procedure per il passaggio del personale; per l’altra, la Meraklon Yarn, che produceva il ‘filo’, il commissario straordinario, Daniele Discepolo, aveva in corso una trattativa – ed entrambe facevano riferimento a Giampaolo Fiorletta.

IL CASO DELLA EX MERLONI E DELLA VENDITA BLOCCATA

Testacoda Il pronunciamento del Consiglio di stato, di fatto, capovolge la sentenza del Tar dell’Umbria che, a luglio, aveva respinto il ricorso presentato  proprio da Fiorletta, secondo il quale ora torna tutto in discussione, compresa la vendita già avvenuta, mentre secondo altre interpretazioni la sentenza riguarderebbe solo la Meraklon Yarn.

No comment Nessun commento ufficiale, almeno per il momento, alla clamorosa novità: negli ambienti sindacali regna lo sconcerto e si sta andando alla ricerca di una interpretazione autentica della sentenza, soprattutto per comprendere quali potrebbero essere le ricadute, sia nei rapporti con Beaulieau per il ‘fiocco’ e, soprattutto, in quelli con i possibili investitori interessati a rilevare il ‘filo’

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