Una protesta alla Celi (foto archivio U24)

di Fabio Toni

Com’è possibile per un’azienda con una produzione ritenuta fra le migliori in Italia e commesse di altissimo livello, dalla sede della cassa depositi e prestiti all’auditorium parco della musica di Roma, ritrovarsi in uno stato di crisi profonda e a un passo dal concordato preventivo? Colpa della congiuntura sfavorevole, sicuramente. Ma per i sindacati – Fillea Gcil, Fenea Uil e Filca Cisl – c’è anche altro: «La situazione è frutto di una scarsissima capacità imprenditoriale e di promesse mai mantenute».

La protesta Monta la protesta alla Celi spa, storica azienda che ha il suo business nella lavorazione del legno per opere e allestimenti di alto livello. Martedì mattina i lavoratori hanno incrociato le braccia, attuando un presidio davanti allo stabilimento di Vascigliano di Stroncone. Fra le ragioni dell’iniziativa, le cinque mensilità arretrate e gli oltre trenta ratei per fondi pensione mai versati. E non solo.

L’attesa Il travaglio, fra cassa integrazione ordinaria e straordinaria per ristrutturazione, va avanti più o meno da quattro anni. «Le difficoltà – racconta Cristiano Costanzi della Fillea Cgil – sono iniziate quando il vecchio patron, Luciano Franceschini ha lasciato tutto in mano alle figlie. Ora i lavoratori non ce la fanno più. Hanno dimostrato responsabilità, dando per l’ennesima volta credito all’azienda e alle sue promesse. Dopo questa ulteriore presa in giro, è giunta l’ora di dire basta».

Alcuni particolari Fra le promesse disattese, stando ai sindacati, c’è quella legata all’utilizzo dei soldi provenienti da un contributo regionale (110 mila euro) per il progetto del distretto nautico, oltre a quelli (70 mila euro) legati all’ultima commessa in essere: la costruzione di una barca nei cantieri Perini di Viareggio. «In un tavolo convocato nella sede di Confindustria – afferma Federico Natalini delle Feneal Uil – ci avevano detto che quei soldi sarebbero stati destinati interamente al pagamento delle spettanze arretrate, a patto che i lavoratori avessero concluso l’ultimo lavoro. Così è stato fatto, ma degli stipendi neanche l’ombra». I sindacati temono che quei fondi possano convergere in un’eventuale procedura concorsuale.

La cassa integrazione Ad aprile sono state avviate le procedure per la cassa integrazione straordinaria legata alla crisi di settore: «i tempi non saranno brevi, quattro o cinque mesi – spiegano i sindacati – e in questo contesto i lavoratori rischiano di non vedere un euro almeno fino a settembre». E ad ascoltarli, i lavoratori, si capisce come sia potuta venire meno una fiducia costruita in qualche decennio di attività. «Oggi siamo 43, ma fino a qualche tempo fa eravamo più di cinquanta. Questa azienda – racconta uno di loro – ha sempre operato in un clima familiare, senza una catena dirigenziale, con la proprietà da un lato e una manodopera estremamente qualificata dall’altro. Siamo andati avanti bene per molti anni, ma ora non è più come prima. E la delusione è soprattutto umana, per come veniamo trattati dopo aver contributo a costruire il nome e le fortune di questa azienda».

La richiesta Intanto i sindacati chiedono che la vertenza venga inserita nel tavolo regionale dedicato alle grandi crisi del ternano: dalla San Gemini alla Noveli, fino all’Ast. Uno dei tanti timori legati al futuro è la perdita di competitività: «alcuni clienti, come gli armatori navali, scelgono le aziende la qualità delle produzioni ma anche in base al livello di conflittualità interno. Un numero elevato di scioperi, per esempio, può tradursi in ritardi nelle consegne, intollerabili dal punto di vista dei committenti. Anche per questo bisogna fare presto».

La crisi In merito alla protesta, anche il sindaco di Stroncone – Nicola Beranzoli – sottolinea «la situazione di estrema gravità in cui si trovano gli operai e le maestranze della Celi e, più in generale, il territorio di Stroncone che conta già 534 persone senza lavoro. Faremo il possibile – aggiunge – per scongiurare la chiusura di uno dei poli di eccellenza produttiva dell’intera provincia». Il primo cittadino ricorda «l’impegno assunto e sottoscritto dalla proprietà, rispetto all’utilizzo del finanziamento regionale per il progetto del distretto nautico». A breve è previsto anche un incontro fra i sindacati e le istituzioni locali «per dare seguito a tutte le iniziative volte a salvaguardare lavoratori e produzione».