La ex fabbrica d'armi

«Bene il rinnovato interesse sulla fruibilità del museo del Polo di mantenimento delle armi leggere di Terni, ma serve anche un incontro per il futuro dello stabilimento che soffre carenza di organico ed è pronto a nuovi pensionamenti». Questo in estrema sintesi il messaggio mandato da Paolo Conti della Fp-Cisl a seguito della visita compiuta il 20 luglio scorso nel sito dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini, e dal sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo.

Museo del Polo di mantenimento armi leggere In particolare, si conta di intervenire con un progetto di sviluppo e rilancio del museo del Polo che dovrebbe essere finanziato attraverso fondi europei, ma i cui dettagli tecnici ed economici sono ancora da approfondire, tanto che dal sindacato fanno sapere: «Sui futuri aspetti progettuali come Fp-Cisl chiediamo di essere messi a conoscenza anche in considerazione dell’elevata importanza dell’operazione che rappresenta sicuramente un elemento positivo non soltanto per il Polo ma anche per Terni sotto il profilo storico, culturale, turistico e occupazionale».

Carenza organico e timori Nel mirino di Conti, però, non c’è soltanto il museo. Il sindacalista, infatti, coglie l’occasione della visita della Marini e di Di Girolamo per tornare a parlare del futuro del sito di mantenimento delle armi leggere, che conta 330 lavoratori a fronte di un organico previsto di circa 380 unità. Ed è proprio dalla carenza di organico che parte il ragionamento della Fp-Cisl: «Sul Polo occorre difenderne la missione che è legata soprattutto al permanere delle alte professionalità, carenti soprattutto nei profili tecnici, col rischio di comprimere la capacità produttiva dello stabilimento e le sue prospettive».

Pensionamenti e incontro Non solo. «Proprio queste alte professionalità – scrive Conti – sono caratterizzate da un’alta età anagrafica che, se non opportunamente reintegrate, rischiano di essere perse coi pensionamenti, compromettendo il futuro del Polo di mantenimento delle armi leggere». Al momento non è noto il numero di personale che dispone dei requisiti per la quiescenza, questione su cui aveva già lanciato l’allarme la Fpl-Uil, ma da qui nasce la paura del sindacato «di vedere lo stabilimento finire come tante altre attività produttive del territorio». L’appello alla governatrice Marini e al sindaco Di Girolamo è conseguente: «Serve un incontro per discutere l’attuale situazione e progettare le misure necessarie alla tenuta del Polo, cominciando dalla stesura di progetti formativi, affiancamenti, stage mirati che coinvolgano istituti tecnici e studenti con l’obiettivo di rigenerare quelle professionalità, abilità e conoscenze che non possono essere disperse».

 

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