Il 3 e 4 novembre 2025, nella prestigiosa biblioteca storica Arvedi-Ast, si terrà la giornata di studio ‘Materiali per il nucleare: sfide e opportunità’, promossa dall’associazione italiana di metallurgia (Aim) e organizzata dal Centro di studio ‘Materiali per l’Energia.

Negli ultimi anni il tema del ritorno al nucleare è tornato al centro del dibattito energetico
nazionale e internazionale, anche alla luce delle sfide poste dalla transizione energetica e
dalle tensioni geopolitiche che rendono sempre più urgente individuare fonti energetiche
stabili e sostenibili. In questo contesto, Terni si prepara ad ospitare un appuntamento di
rilievo nazionale dedicato alla ricerca e all’innovazione in campo nucleare. L’evento sarà coordinato dal professor Andrea Di Schino, docente dell’Università degli Studi di Perugia, presidente del corso di laurea in Ingegneria Industriale del Polo scientifico didattico di Terni, insieme alla dottoressa Serena Bassini e all’ingegnere Dario Ripamonti e riunirà rappresentanti del mondo accademico, della ricerca e dell’industria per un confronto tecnico e scientifico sul ruolo dei materiali nello sviluppo di tecnologie nucleari sicure, efficienti e sostenibili.

Durante le due giornate interverranno esperti di livello nazionale provenienti da enti di
ricerca, università e imprese del settore, affrontando temi che spaziano dagli Small
Modular Reactors e dai reattori di IV generazione alle sfide dei materiali per la
fusione nucleare e alle innovazioni impiantistiche e di processo. L’obiettivo è offrire un quadro aggiornato del panorama nucleare e promuovere una discussione costruttiva su come l’industria dei materiali possa contribuire alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Tra i temi al centro delle relazioni: le nuove frontiere della tecnologia nucleare, i benefici ambientali, la ricerca sui materiali avanzati e le esperienze industriali, con il contributo di realtà come Rse, Politecnico di Milano, Università di Perugia, Enea, Rina, Xnano, Ansaldo Nucleare, Nuclitalia, Newcleo, Seamthesis, Transvalor, Cnr, Aipe e Acciai Speciali Terni (Arvedi Ast).

Silvano Panza, Presidente dell’Associazione Italiana di Metallurgia: «In un momento in cui il dibattito sul nucleare torna al centro dell’agenda energetica nazionale ed europea, Aim ritiene fondamentale approfondire il ruolo che i materiali svolgono nella realizzazione di impianti sicuri, sostenibili ed efficienti. L’evoluzione delle tecnologie nucleari, dagli Small Modular Reactor ai reattori di IV generazione, richiede competenze sempre più avanzate nella progettazione e selezione dei materiali. Con questa iniziativa – ospitata dalla nostra
associata Arvedi Ast, che ringraziamo sentitamente per la collaborazione offerta – vogliamo creare uno spazio di confronto qualificato tra mondo della ricerca, industria e istituzioni, per contribuire a una riflessione tecnica e consapevole sul futuro energetico del nostro Paese».

L’ingegnere Ambro Carpinelli, Responsabile della Divisione Fucine di Arvedi Ast, sottolinea: «Siamo lieti di ospitare nella nostra Biblioteca Storica una giornata di studio che affronta con rigore tecnico e visione il tema dei materiali per il nucleare. Per Arvedi Ast,
l’innovazione metallurgica è una leva strategica per accompagnare la transizione
energetica e sostenere lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia, anche in ambiti complessi
come quello nucleare. La Divisione Fucine di Arvedi Ast rappresenta uno dei reparti storici e di eccellenza dello stabilimento di Terni ed è divenuta nel tempo un punto di riferimento internazionale per la produzione di pezzi fucinati di grandi dimensioni e destinati ai settori più esigenti — dall’energia all’oil & gas, dall’industria pesante al nucleare. L’ingresso nel Gruppo Arvedi ha rafforzato ulteriormente questa vocazione all’eccellenza, grazie alla visione del presidente Giovanni Arvedi, che ha creduto profondamente nel valore industriale e tecnologico delle Fucine, rilanciandone le potenzialità».

«Il tema dei materiali – spiega il professor Andrea Di Schino – è oggi centrale per il futuro dell’energia nucleare, perché da essi dipendono la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilità delle nuove tecnologie, dai piccoli reattori modulari (Smr) ai sistemi di quarta
generazione, fino alla fusione nucleare. La ricerca in questo campo rappresenta un ponte
concreto tra innovazione scientifica e sviluppo industriale, e Terni, con la sua tradizione
siderurgica e la presenza di competenze avanzate, è il luogo ideale per ospitare questo
confronto. Voglio anche ricordare come il Corso di Laurea in Ingegneria Industriale a Terni
si stia orientando verso la preparazione dei giovani in tale settore con corsi specifici di
materiali e energia nucleare.». Oltre ad essere un’occasione di confronto tecnico e
scientifico, l’iniziativa ha anche una forte valenza culturale e territoriale. «Eventi come
questo – sottolinea ancora Di Schino – contribuiscono a radicare l’Università nel territorio e a diffondere una cultura scientifica aperta, dialogante e capace di affrontare in modo
realistico le sfide dell’energia e della sostenibilità». La partecipazione aperta a ricercatori, studenti, professionisti e cittadini interessati ha visto l’esaurirsi delle prenotazioni disponibili in tempi record con grande partecipazione di giovani, dato che è il segno più chiaro che il nucleare, e in particolare la ricerca sui materiali, è una sfida che guarda avanti.

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