Il Polo chimico di Teni

di Iv. Por.

«È giunto il tempo di passare dalle parole ai fatti per l’avvio della realizzazione del Distretto tecnologico di Terni». Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo a Terni al convegno su “chimica verde ed energie rinnovabili. Quale futuro?” a 50 anni dal Nobel per la chimica a Giulio Natta. Presente anche il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

Fiducia «Ovviamente – ha detto Marini – per avviare il Distretto è necessario che le azioni che come Regione e territorio possiamo mettere in campo siano coerenti con le azioni che il governo deve assicurare. Insomma, bisogna trasferire le strategie che il governo intende realizzare in  iniziative mirate sul territorio. Guardiamo con fiducia, comunque, al futuro però deve essere chiaro che i tempi non sono secondari, non possono considerarsi una variabile indipendente».

Unico futuro possibile Parlando di chimica e green economy, la presidente ha sottolineato come «l’economia verde non è un’alternativa alla chimica per come l’abbiamo conosciuta, ma l’unico futuro possibile. Anche nell’industria di base. E dobbiamo essere altrettanto chiari sul fatto che la realizzazione a Terni del Distretto tecnologico incentrato sul polo della chimica verde rappresenta una frontiera non solo per l’Umbria, ma per la politica industriale di tutto il Paese».

Il bando e l’università «Accogliamo favorevolmente – ha rilevato Marini – la scelta del Governo di finanziare uno strumento che vada ad incrociare il potenziale e il fabbisogno delle risorse per la ricerca dei Distretti tecnologici del Centro Nord. Il bando, atteso entro la metà di aprile, potrà rappresentare una rilevante opportunità anche per il sostegno a quelle attività di ricerca essenziali per il futuro della chimica e dei temi dell’energia per il rilancio del Polo chimico di Terni. Dobbiamo mettere in campo, da subito, ogni possibile strumento – ha detto – che ci consenta di rafforzare l’integrazione tra ricerca, imprese innovative e potenziali applicazioni anche su altri settori. In questo percorso, l’Università con i suoi centri di eccellenza deve indirizzarsi in maniera più decisa di quanto già non faccia verso la produzione di competenze utili allo sviluppo delle specializzazioni produttive localizzate nel nostro territorio».

Leadership tecnologiche La presidente ha quindi aggiunto che il percorso che si propone per la realizzazione di questo ambizioso progetto vede il ruolo di coordinamento della Regione, in accordo con il ministero dell’Industria e dello sviluppo economico. «Dobbiamo puntare ad un nuovo accordo – ha concluso – che veda la responsabilità del governo e delle istituzioni nazionali e locali su una scelta di fondo per il futuro dell’industria e dello sviluppo nell’area, per porre le condizioni affinché si sviluppino e si consolidino a Terni leadership tecnologiche e produttive sui temi dei materiali e delle tecnologie innovative, della chimica verde e delle energie rinnovabili. Questo dovrà essere il profilo del Distretto tecnologico che immaginiamo qui a Terni».

Il ministro Quella del Distretto, per il ministro dell’Ambiente Corrado Clini è «una scommessa molto importante perché, se ce la faremo, riusciremo a mettere in piedi una filiera nel nostro paese che consente di continuare la produzione delle plastiche, ma nello stesso tempo riduce in maniera significativa l’impatto negativo dal punto di vista ambientale della plastica stessa. Se ce la faremo? Il problema è che questa e altre iniziative hanno bisogno di regole e investimenti, bisogna lavorarci non è automatico». Per Clini, la riconversione del Polo chimico «non è soltanto un’operazione virtuosa dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista economico perché sostanzialmente facciamo partire una tecnologia che diventerà competitiva a livello internazionale in quanto dovunque c’è il problema di gestione del ciclo della plastica». Per il ministro, infatti, «la quantità che viene ricliclata è oggi comunque marginale rispetto al totale della quantita’ che viene usata e dispersa, con effetti ambientali come le cosiddette isole di plastica negli oceani». «L’obiettivo italiano ed europeo – ha sottolineato Clini – è quello di non rinunciare ai vantaggi della plastica ma nello stesso tempo di eliminare gli effetti ambientali».

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