Coils di acciaio

di Marco Torricelli

Hanno chiesto spiegazioni. Ma ne hanno avute poche. E quello poco sono pure brutte. Nel corso del confronto tra Marcegaglia e i sindacati lombardi; molto atteso anche a Terni, perché si sperava in qualche notizia ulteriore sull’operazione che vede il gruppo, in quota paritaria con Arvedi e con un socio di maggioranza come Aperam, impegnato nella possibile acquisizione delle acciaierie ternane; l’azienda ha solo confermato l’operazione relativa allo stabilimento di Terni, le cui produzioni di acciaio inox sono di importanza vitale per le sue attività, visto che Marcegaglia vi si approvvigiona per il 50%, circa, del proprio fabbisogno complessivo e ne è il più importante cliente,

Notizie scarse Nel corso dell’incontro; che non a caso si è svolto a Gazoldo degli Ippoliti (MN), dove l’azienda ha deciso di spostare 2 dei 5 tubifici attualmente attivi a Pozzolo Formigaro (AL), chiudendo gli altri tre e lasciando a casa una settantina di lavoratori; Marcegaglia ha parlato, raccontano i sindacalisti di una «pianificazione difficoltosa, a livello produttivo e gestionale, soprattutto perché cominciano ad evidenziarsi problemi rispetto alla fornitura di materia prima, a causa in particolare delle incertezze dell’Ilva». Ma dettagli, niente. Come pure sui volumi produttivi previsti per il 2013: «l’azienda si è limitata a dire che prevede un aumento dei volumi delle attività di core business», senza però quantificali, adducendo «ragioni di riservatezza» ed a ribadire la volontà di concentrare sforzi e strategie sulle attività di core business e quindi nelle produzioni steel.

La galassia Le notizie che Marcegaglia ha fornito in relazione ad altre realtà che compongono la sua galassia non sono state, per i sindacalisti, incoraggianti: l’emiliana Oto Mills è in vendita ed è in corso una trattativa con due possibili acquirenti. La marchigiana Bvb sta chiudendo, mentre nello stabilimento padovano Imat la cassa integrazione andrà avanti almeno fino a marzo, mese entro il quale l’azienda si è impegnata a presentare un piano di riorganizzazione, con tagli in vista. Cassa integrazione per tutto l’anno, invece, nella lombarda Buildtech, dove sono annunciati circa 70 esuberi e a Taranto, dove i problemi denunciati sono legati anche agli incentivi del settore fotovoltaico. Ordini e clienti in calo ci sarebbero anche in un altro stabilimento lombardo, quello di Cremona.

Risultati Anche su quantificazione e programmazione di investimenti «l’azienda non è stata in grado di rispondere», dicono i sindacati, ma ha dichiarato che «solo cinque stabilimenti hanno raggiunto totalmente o parzialmente gli obiettivi previsti» senza dare altre specificazioni”. Tanto che «considerata la situazione della maggior parte degli stabilimenti del gruppo – recita la nota sindacale – confermiamo tutte le nostre preoccupazioni, non solo riferite a un’evidente incertezza produttiva, ma soprattutto per le possibili ricadute occupazionali».

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