di Marco Torricelli
Il momento, per le acciaierie di Terni, è decisivo e la Fiom ha chiamato a raccolta i suoi delegati per discutere del passato, del presente e del futuro della siderurgia nella Conca.
La guerra «Non basta che qualcuno ci compri, è fondamentale capire chi ci compra e che intenzioni ha». Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom di Terni. «Stiamo entrando nella fase decisiva per il futuro delle acciaierie ternane. In quella che non è più – come osserva lo stesso sindacalista – una ‘battaglia’, ma è diventata ‘la guerra’ per difendere l’identità stessa di un territorio e di una comunità.
Vocazione Renato Covino, docente di storia contemporanea all’università di Perugia, è stato chiaro: «Questa resta una città industriale e lo dimostra il fatto che le tante diversificazioni che sono state tentate nel corso degli anni non sono mai andate a buon fine». E quindi, ha insistito Covino «o si difende e si rilancia la città industriale», combattendo quella ha definito «la solitudine operaia» che avanza, oppure si va «verso un inevitabile declino».
Sviluppo Potenziare un settore ‘maturo’, secondo Claudio Carnieri, presidente dell’agenzia Umbria ricerche «si può fare agendo sulle verticalizzazioni, sulla commercializzazione dei prodotti. Aspetti che costituiscono – non solo per le acciaierie – una debolezza». L’Umbria, ha ricordato, «vive soprattutto di domanda interna, ma che quel po’ di esportazioni che riesce a fare, le fa in buona parte (40%) proprio grazie all’acciaio ternano, che rappresenta il 15% del Pil regionale».
Il Piano del lavoro «La Cgil dell’Umbria – ha osservato Lucia Rossi, segretaria regionale del sindacato – non a caso ha posto la questione dell’acciaio in uno spazio centrale del proprio Piano del lavoro». Ma la Cgil avverte «con grande preoccupazione un vuoto politico che fa sì che, mentre gli altri governi europei si muovono con determinazione a difesa dei loro interessi, gli interessi italiani e umbri non siano invece adeguatamente protetti».
Vertenza nazionale Ecco perché è importante che, anche in questa fase di passaggio, «la Fiom nazionale incalzi il governo sulla vertenza Terni – ha sottolineato Gianni Venturi, coordinatore nazionale del settore siderurgia per la Fiom – perché non ci piacciono le ipotesi, seppur vaghe, che continuano a circolare rispetto all’interessamento per il sito ternano di soggetti caratterizzati da scarsa vocazione industriale».
Intervento pubblico «Un risultato importante – ha detto, concludendo l’iniziativa il segretario nazionale della Fiom, Rosario Rappa – è quello di aver riportato tutti a dire che la siderurgia è un settore strategico per il Paese, cosa che nell’ultimo ventennio sembrava essere venuta meno». E che «nell’ambito della siderurgia, le acciaierie ternane costituiscono un punto di eccellenza industriale», in un grande Paese manifatturiero come l’Italia che deve aprire con urgenza una riflessione che sia capace di pensare in modo esplicito anche a nuove forme di intervento pubblico».
