Venturi, Toia e Loy

di Francesca Torricelli

Dal primo maggio 2014 migliaia di giovani italiani possono aderire al progetto nazionale ‘Garanzia giovani’. Un progetto per il quale sono investiti 1,5 miliardi di euro, 23 mila dei quali rivolti alla regione Umbria. I giovani umbri rischiano, però, di perdere questa opportunità.

Il lavoro Al centro dell’attenzione di Uil Terni «c’è come sempre – ha spiegato il segretario generale Gino Venturi – il problema della mancanza di lavoro, soprattutto per quanto riguarda i giovani». La Uil di Terni su questo tema è «sempre attiva sul territorio con molteplici attività, come il concorso Crea impresa, il Uil-Temp, il Uil-Unsa e i meeting come quello che si svolgerà dal 25 al 29 giugno a Collerolletta: ‘Meeting Uil – Rivoluzionare il futuro? Yes, we Uil’. Non potevamo, quindi, non rivolgere la nostra attenzione al programma nazionale ‘Garanzia giovani’».

La presentazione «Siamo oggi a Terni – è intervenuto Guglielmo Loy, segretario confederale Uil nazionale – per presentare un progetto nato per assistere tutti i ragazzi che si voglio iscrivere al programma nazionale ‘Garanzia giovani’». Lo scopo è quello di «ridare speranze e futuro a quei giovani che non trovano occupazione. Un’assistenza, un aiuto, una tutela per far si che possano essere accompagnati verso un’esperienza al termine del ciclo di studi oppure perché non sono in grado di trovarsi un lavoro, un tirocinio, un corso adeguato alle proprie capacità o un servizio civile». Questo è un programma nazionale promosso dall’Europa «che anche a Terni deve trovare una sua rapida applicazione».

Garanzia giovani è il piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. Con questo obiettivo sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%, che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo.

In Italia il programma ha preso il via «ormai già da un paio di mesi. Dal primo maggio, infatti – è intervenuta Viviana Toia di Uil – migliaia di giovani tra i 15 ed i 29 anni si sono potuti iscrivere online al portale nazionale www.garanziagiovani.gov.it o a quelli regionali per aderire al programma ed entro 60 giorni dalla registrazione dovranno essere contattati da un operatore abilitato a tale servizio per l’effettiva presa in carico». In sinergia con la ‘Raccomandazione europea del 2013’, l’Italia dovrà garantire ai giovani al di sotto dei 30 anni «un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale».

A chi è rivolto? Per quei giovani, quindi, residenti in Italia – cittadino comunitario o straniero extra UE, regolarmente soggiornante – non impegnati in un’attività lavorativa né inserito in un corso scolastico o formativo, «la ‘Garanzia giovani’ è un’iniziativa concreta che può aiutare ad entrare nel mondo del lavoro, valorizzando le attitudini e il background formativo e professionale». Per stabilire in modo opportuno il livello e le caratteristiche dei servizi erogati e aumentarne l’efficacia, «si è scelto di introdurre un sistema di ‘profiling’ che tenga conto della distanza dal mercato del lavoro, in un’ottica di personalizzazione delle azioni erogate: una serie di variabili, territoriali, demografiche, familiari e individuali profilano il giovane permettendo così di regolare la misura dell’azione in suo favore».

I numeri Sono circa 900 mila i ragazzi in Italia che rientrano nei requisiti richiesti da questo progetto. Le risorse messe a disposizione, grazie a dei fondi europei, sono di 1,5 miliardi di euro che le regioni, tramite i centri per l’impiego, gli enti privati e pubblici, i patronati ed i sindacati, dovranno gestire e ripartire secondo i requisiti richiesti entro dicembre 2015.

L’Umbria Nello specifico, in Umbria, sono circa 25 mila i ragazzi che rientrano nei requisiti richiesti e l’investimento previsto è di circa 23 mila euro. Attualmente gli iscritti al portale regionale sono 1.024 ragazzi umbri e 1.781 provenienti da fuori regione.

Il problema Il primo dato che risalta è il divario tra il numero dei ragazzi che rientrerebbero nei requisiti richiesti dal progetto e quelli iscritti al portale. «Purtroppo la risposta è semplice», interviene Gino Venturi. «In Umbria, a differenza delle altre regioni, a gestire i bonus da spendere è solamente il centro per l’impiego. Nessun altro ente può intervenire, nemmeno noi come sindacato. La gente purtroppo così non è informata, i ragazzi non sono a conoscenza di questa opportunità e rischiano di perderla, come la regione rischia così di perdere i finanziamenti».

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