di Re.Te.
Domande tante. Risposte poche. E pure confuse. Il futuro delle acciaierie ternane è ancora un enigma al quale pare difficile trovare una soluzione. Anche perché i diversi attori, protagonisti o comprimari che siano, spesso recitano ‘a braccio’, dimenticando il copione.
Il convegno Per fare il punto della situazione, il gruppo del Pdl in consiglio regionale ha organizzato, per venerdì alle 17, all’Hotel Garden, un interessante convegno sul tema ‘Il futuro della siderurgia italiana e umbra nel nuovo piano d’azione della Unione Europea’, il cui momento clou sarà rappresentato dall’intervento del vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che illustrerà, dopo averlo fatto a Strasburgo, il nuovo piano d’azione dell’Unione europea per la siderurgia.
Nevi «Questo incontro – dice il capogruppo del Pdl in Regione, Raffaele Nevi, che introdurrà i lavori – è per noi molto importante, perché siamo convinti che l’Umbria come l’Italia e l’Europa hanno bisogno di credere ancora nell’industria siderurgica e nell’industria manifatturiera in generale. Siamo onorati della presenza del commissario Tajani, che si sta spendendo con tutte le sue forze in Europa per il raggiungimento di questo obiettivo strategico che passa necessariamente per la costruzione di politiche mirate ad innalzare la competitività dei siti industriali puntando sulla qualità dell’industria europea».
Gli oratori Al convegno prenderanno parte anche i parlamentari eletti in Umbria dal Pdl, il senatore Luciano Rossi e il deputato Pietro Laffranco Tra gli interventi previsti, quello di Mattia Pellegrini (della direzione generale industria della Commissione europea) su ‘I contenuti del piano d’azione europeo per la siderurgia e le tappe della concreta attuazione a livello nazionale’; dell’eurodeputato Alfredo Pallone su ‘Il ruolo del parlamento europeo per lo sviluppo dell’industria manifatturiera europea’; del sottosegretario alle infrastrutture Rocco Girlanda su ‘Le infrastrutture al servizio dell’industria siderurgica’.
Il rigore «A noi – dice ancora Nevi – piace l’Europa che ha in mente il commissario Tajani, che parla un linguaggio comprensibile agli attori economici e sociali e siamo ferocemente contro l’Europa dei vincoli, del rigore, della burocrazia che blocca la voglia di fare dei nostri imprenditori. Siamo anche convinti, in conclusione, che il piano d’azione sull’acciaio possa favorire la cessione della nostra acciaieria ad un gruppo industriale che ci investa e che renda questo stabilimento – fondamentale per la tenuta dell’Umbria e importante per l’intero paese – ancora più pronto alle difficilissime sfide che il mercato globale impone a chi fa impresa in questo settore».
