Antonio Tajani

di Marco Torricelli

Il sito ternano di Ast «resta competitivo e la Commissione europea sta lavorando perché la sua cessione sia portata a termine rapidamente e l’auspicio è che si tratta di una cessione del sito nella sua interezza, Tubificio compreso». Parola di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea. Che  in buona sostanza ha ripetuto, mercoledì al Senato, quanto già detto altre volte.

L’audizione Se qualcuno si fosse aspettato – praticamente nessuno – che Tajani, ascoltato mercoledì dalle commissioni ‘Industria, commercio e turismo’ e ‘Politiche dell’unione europea’, facesse rivelazioni sconvolgenti, sarebbe rimasto deluso: «Io, personalmente – ha ribadito per l’ennesima volta – preferisco pensare ad un’Ast che resti in mani europee». Ma oltre queste conferme, il vice presidente della Commissione europea non è andato.

Aperam Del resto, dopo il più o meno velato endorsement nei confronti di Aperam, fatto nei mesi scorsi e che aveva provocato un botta e risposta polemico, Tajani non aveva praticamente mai mostra di aver cambiato idea, come non aveva fatto mistero del clima che, in Europa, si registrava nei confronti di Outokumpu: gli si mette fretta, ma senza esagerare.

Rossi Tanto che il senatore ternano del Pd, Gianluca Rossi, commenta così: «L’intervento del vicepresidente della Commissione europea mette a sistema una serie di informazioni, che se sulla carta sembrano essere ottimali, restano pur sempre senza una sussistenza vera e propria. Lo ringraziamo di averci comunicato di desiderare una vendita rapida del sito nel suo complesso, tubificio compreso, a un venditore europeo. Ma resta tutto generico, nella totale assenza di date, vincoli, chiarezza».

«Indecisionismo» Secondo Rossi «Ast rientra esattamente in tutti i parametri che caratterizzano il piano europeo della siderurgia illustrati dal commissario Tajani, in particolare per quanto riguarda la tutela ambientale e l’utilizzo del rottame. Anche per queste ragioni, oltre che per tutte quelle ormai note e ripetute fino allo sfinimento, la Commissione europea non può attardarsi nella decisione sul futuro di Outokumpu, perché il rischio è quello di far morire di ‘indecisionismo’ burocratico uno dei primi siti produttivi europei di acciai speciali».

Nevi Sulla questione interviene anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Raffaele Nevi: «Il senatore Luciano Rossi mi ha contattato per informarmi dei contenuti della audizione del commissario Tajani in Senato in cui è tornato a parlare della nostra acciaieria ribadendo che la procedura di cessione è entrata nella fase finale e che la commissione vigilerà sul piano industriale che l’acquirente presenterà. A precisa domanda del Senatore Rossi il commissario ha anche detto che ritiene necessario che il Tubificio non sia scisso dalla acciaieria». Queste parole, dice Nevi, «sono importanti e ci rassicurano anche se fino alla fine rimarremo vigili e auspichiamo che il governo faccia altrettanto. Il senatore Rossi ha già assicurato il suo impegno a continuare a seguire, come ha fatto fino ad oggi, questa vicenda che riguarda l’intera Regione insieme agli altri colleghi delle altre forze politiche».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.