di Marco Torricelli
In affitto. Per ora. La Celi di Vascigliano di Stroncone – una delle ‘eccellenze’ del territorio, impegnata nella lavorazione del legno per opere e allestimenti di alto livello, ma finita in uno stato di crisi profonda e ad un passo dal fallimento – passa di mano.
Passaggio di mano Il nuovo padrone sarà l’imprenditore folignate Nico Valecchi, titolare della Deen Production, che ha sede ad Umbertide. La trattativa è già stata portata a termine – con contratto di affitto firmato e documentazione presentata in tribunale – e ora c’è solo da verificarne le effettive ricadute – produttive e occupazionali – ma anche se questo passaggio di mano comporterà delle variazioni nell’assetto societario.
I capitali Perché sui due milioni e 367mila euro di capitale sociale, la maggior parte (poco più di un milione e mezzo) erano del padre-padrone, Luciano Franceschini; 188mila euro delle tre figlie, Chiara, Laura e Michela e 114mila euro di Poltrona Frau. Ma mezzo milione di euro, oltre un quinto del totale, era di Gepafin, la finanziaria il cui capitale è, per il 54%, detenuto dalla Regione e, per il restante 46%, da 11 banche che operano nel territorio regionale.
Deen Production Una sorta di holding, quella messa in piedi da Nico Valecchi e di cui fa parte anche la Deen Engineering: dai progetti – e brevetti – destinati al settore automobilistico, gli interessi dell’ingegnere si sono diversificati, tanto da portarlo a rilevare il pastificio Julia di Spello – anche quello era sull’orlo del fallimento – e poi rivolgere le sue attenzioni anche verso la Celi.
Le procedure Un contratto di affitto, per la Celi, è già stato firmato nell’ufficio di un notaio, mentre mercoledì scorso è stata depositata, in tribunale, una richiesta di ‘concordato con cessione dei beni’. L’azienda di Vascigliano, insomma, entrerà a far parte della holding di Valecchi, che avrebbe ipotizzato di riportarla sui livelli produttivi dei tempi d’oro nel giro di tre anni. Ma partendo da una bella ‘sforbiciata’ sui costi.
Le indiscrezioni Il piano industriale, alla base dell’operazione, infatti, prevede il raggiungimento di un fatturato di due milioni di euro nel primo anno della gestione da parte del nuovo gruppo e l’inserimento immediato, nel processo produttivo, di 18 unità lavorative. Per gli altri 16 addetti della Celi, invece, si prospetta un anno di casa integrazione straordinaria. Anche se il titolare di Deen avrebbe lasciato intendere che se la produzione ed il fatturato supereranno le previsioni – considerate ‘di minima’ – alcuni potranno rientrare al lavoro prima.
Valecchi Lo stesso Nico Valecchi, dopo aver sottolineato che «Deen Production e Deen Engineering sono due società distinte, delle quali la prima si occupa della produzione nel settore automotive e la seconda di ingegnerizzazione», specifica che «il piano industriale prevede la riassunzione di 18 dipendenti non appena sarà acquisita la prima commessa significativa (già individuata, insieme ad altre, le cui trattative sono a buon punto); le altre assunzioni avverranno a seguire con lo sviluppo commerciale pianificato e orientato soprattutto al mercato del nord Europa».
I sindacati Per ora, da parte dei sindacati, si sceglie la linea del silenzio: «Non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali, al riguardo – spiegano – e tanto meno conosciamo le intenzioni di questo nuovo soggetto in campo. È ovvio – dicono – che ci aspettiamo, e anzi auspichiamo e solleciteremo, l’avvio di un confronto serio, soprattutto finalizzato alla salvaguardia del personale e al recupero integrale, in tempi brevi, dell’intera forza-lavoro della Celi». L’unica cosa certa, insomma, è che l’azienda passa di mano. Il resto è roba da scrivere.
