Il Polo chimico di Terni

di F.T.

Settantacinque (su centonove) erano stati già assorbiti in seguito al passaggio di mano, tutti con contratto a tempo indeterminato. Ora è toccato ad altri trentaquattro lavoratori che hanno sottoscritto altrettanti contratti, in questo caso a termine, con la nuova proprietà del ‘fiocco’ targata Beaulieu, la multinazionale belga subentrata alla Meraklon all’interno di ciò che rimane del polo chimico ternano.

Contratti e investimenti Le firme sui contratti sono arrivate lunedì mattina: dei 34 lavoratori ‘a termine’, 15 hanno sottoscritto un accordo di dodici mesi, rinnovabile per altri dodici. Gli altri 19 hanno ottenuto un contratto di un anno. Sul fronte degli investimenti la nuova proprietaria Beaulieu, che detiene il 25% del mercato europeo del filato in polipropilene, si sarebbe impegnata a mettere sul piatto circa 15 milioni di euro, in un arco temporale di tre anni, per rinnovare e rendere competitive le linee di produzione.

Il ‘filo’ Nessuna nuova invece per la componente del ‘filo’ – ex Yarn – la cui cessione è ancora in stand-by. Si svolgerà probabilmente entro la fine di agosto l’assemblea dei creditori che dovrà vagliare la bontà del progetto, l’unico finora sul tavolo, presentato dai piemontesi di new Neofil. All’incontro farà seguito, a stretto giro, quello che i sindacati: da lì si potrà capire più nel dettaglio i contenuti del piano, anche e soprattutto in relazione ai livelli occupazionali. Il timore è che si debba ripartire da una base numerica molto più contenuta della precedente, con tutto ciò che ne consegue in termini sociali. La speranza, viceversa, è che il parziale processo di reindustrializzazione in atto all’interno del complesso ex-Polymer, possa beneficiare della tanto attesa cessione delle aree industriali Basell. Il valore degli spazi è oggetto di stima da parte di un team di tecnici e, dopo tante ‘scottature’, c’è chi guarda all’autunno con un pizzico di speranza in più rispetto al fatidico passaggio di proprietà.