La tavola rotonda del 'Vanoni'

Rilancio strategico, puntando sul manifatturiero attraverso due specifici settori che sono lo sviluppo di nuovi materiali e la chimica verde; valorizzazione della formazione didattica, nuovo sviluppo attraverso la riflessione partecipata tra tutte le componenti del tessuto cittadino, individuare politiche rivolte ad abbassare il costo dell’energia ed imporsi per la presenza sul territorio di infrastrutture efficienti, a partire della superstrada Terni-Rieti-Civitavecchia che deve essere quanto prima completata.

La tavola rotonda In estrema sintesi è quanto emerso nel corso della – importante e con un board più che qualificato – tavola rotonda ‘Percorsi di sviluppo teritoriale sostenibile e partecipato: verso un modello ternano’, organizzata dal Centro studi Ezio Vanoni,introdotta dal saluto dell’ideatrice dell’iniziativa, Renata Micheli: «Lo sviluppo è vocazione. Una frase che ho voluto, prendendo spunto da un’enciclica di Papa Benedetto XVI». Poi ha introdotto il tema portante della giornata: «C’è un confronto aperto, legato all’opportunità di considerare il territorio ternano come area di crisi, o se rilanciarne lo sviluppo in base alle sue caratteristiche e vocazioni».

Claudio Carnieri Il presidente di Agenzia Umbria ricerche, aprendo la serie di interventi, ha ricordato che il territorio ha esperienze, possibilità e strategie che possano diventare per l’Umbria uno straordinario fattore di crescita, ma il la risposta alla domanda «area di crisi, o area strategica?» deve darla il governo, «perché una realtà manifatturiera ha bisogno di politiche di accompagnamento».

Andrea Bianchi Secondo il direttore area politiche industriali di Confindustria, «Terni può ancora contare sulla cultura industriale, sulle infrastrutture presenti, sulle competenze presenti nel territorio. Tutto ciò, può integrarsi con le nuove competenze». Decisive saranno le scelte innovative, a partire da quelle relative alla chimica verde: «Terni deve essere protagonista di un nuovo sviluppo industriale ed il suo territorio deve essere in condizione di orientare le scelte della politica nazionale».

Leopoldo Di Girolamo Il sindaco ha ricordato che «negli anni passati si è dato vita ad iniziative ‘altre’ rispetto al manifattutiero, come il Centro multimediale ed il polo cinematografico di Papigno. Ma non hanno avuto successo. Ora stiamo cercando di lavorare proprio sugli assi della chimica verde e dei nuovi materiali, ma anche sull’efficientamento energetico attraverso la bioedilizia. Certo, tutti questi assi scontano problemi: nella chimica verde non siamo riusciti a costruire un patto agro-industriale (Novamont acquista dall’estero la materia prima; ndr) e manca una verticalizzazione nella produzione delle bioplastiche. Dobbiamo provare a far sì che gli utilizzatori della materia prodotta da Novamont portino qui i loro insediamenti produttivi». C’è, però, il problema delle infrastrutture. A partire da quelle viarie. «Bisogna completare la superstrada per Civitavecchia. Non è possibile che non si riesca a finire l’asse viario in grado di collegare il primo porto del centro Italia al nostro territorio. Quando vengono qui, le multinazionali, non capiscono come sia possibile, una cosa del genere».

Marina Sereni La vice presidente della Camera dei deputati ha rilanciato la centralità del territorio anche in chiave più ampia: «Nel disegno di legge della riforma delle province, ci sono le aree metropolitane di Firenze e Roma. Tra queste, c’è l’Umbria. Per questo, la nostra regione deve essere territorio di cerniera. Lo sviluppo dell’Italia centrale non può prescindere dall’Umbria. Il territorio sente l’esigenza di un rilancio e di una nuova crescita. Occorre cercare lo strumento più adeguato per mettere in moto tutte le risorse possibili e disponibili, finanziarie ma anche politiche e sociali. Serve un’unità sostanziale nelle linee di movimento».

Massimo Curini Il prorettore per il Polo scientifico-didattico di Terni ha mandato segnali di speranza: «Ho accettato l’incarico solo alla condizione che l’università prendesse impegni verso il polo ternano e che si abbandonassero posizioni campanilistiche. Stiamo attivando un dottorato di ricerca dedicato all’economia internazionale e andremo avanti con i master su questioni che interessano concretamente il territorio, facendo attenzione ai tipi di professionalità dei quali hanno bisogno le industrie ternane. Non sono venuto a fare il burocrate, altrimenti me ne stavo a casa. Dobbiamo crederci. L’università a Terni, fino ad ora, è stata sempre staccata dalla cittadinanza. Bisogna anche su questo creare una cultura nuova».

Catiuscia Marini Secondo la presidente della Regione «acciao e chimica non sono solo una questione da gestire sui tavoli della crisi, ma un pezzo delle potenzialità del futuro, se accompagnate da scelte precise, anche sulla base di strumenti che vengono dall’Europa». Centrale, però, è il tema dell’energia, «ma serve unità di trattamento: altre forme messe in atto da altri paesi sul costo dell’energia, sono aiuti di stato. Perchè la Commissione europea sull’energia dice alcune cose alla Germania e fa il censore con l’Italia? Dobbiamo investire sulle energie rinnovabili. Si deve passare, su questo, ad un piano industriale di produzione di energia che serva anche all’industria pesante. Qui, però, serve un raccordo tra politiche nazionali e politiche territoriali». Trasporti e infrastrutture, inoltre, sono due nodi da risolve risolvere presto. «La grande industria ha bisogno di porti e trasporti. Il porto più vicino è quello di Civitavecchia. Noi, dopo 20 anni che è presente ThyssenKrupp a Terni, non possiamo continuare a ripetere che ‘ci impegneremo a completare la Teni-Orte-Civitavecchia’. Questo, bisogna capirlo».

Enzo Moavero Milanesi L’ex ministro degli affari europei ha ribadito la necessità di una programmazione attenta: «Se mancano 10 chilometri per completare il collegamento stradale tra Terni e un porto importante come quello di Civitavecchia, questi vanno inseriti nella spesa dei fondi strutturali, oppure in una proposta italiana per ottenere fondi in più che arrivino da bandi europei legati alle reti di trasporto, energia e telecomunicazioni». Green economy e chimica verde, come settori cruciali per il rilancio. «Dobbiamo sviluppare una capacità tecnologica avanzata nell’industria pulita. Noi abbiamo avuto la capacità di conservare un ambiente più sano. Ci sono fondi europei “fuori sacco” che possono essere ottenuti».

Damien Lanfrey Il rappresentante del Miur ha ribadito che «la chimica verde è assolutamente strategica. E lo è questo territorio, come capofila del cluster. A settembre, si avvieranno delle manifestazioni di interesse per un bando legato alla parteciapzione al cluster per l’energia, ma la formazione è aspetto altrettanto importante. Il Miur sta lavorando su un cantiere per il rinnovamento dell’offerta formativa ed una maggiore interazione tra scuola e impresa. Anche con particolare sguardo all’istruzione tecnica e all’alternanza scuola lavoro. Gli investimenti in questo territorio, per la creazione dell’istituto tecnico superiore (Its), andranno proprio in questa direzione».

Gianluca Rossi Il senatore del Pd ha ricordato che «il compito delle politiche pubbliche è quello di creare le condizioni affinché il nostro territorio diventi attrattivo per chi vuole mettere radici ai propri progetti, come una silicon valley per le imprese. La provincia di Terni può incarnare questo ruolo dotandosi di infrastrutture materiali e immateriali, che possono e devono essere messe a disposizione con investimenti pubblici». Non vanno confusi, però, «gli strumenti con gli obiettivi, e quando si parla di cogliere le opportunità di strumenti facilitatori non lo si fa per guardare al passato ma per volgersi al futuro. Al momento l’unico strumento legislativo che mette a disposizione risorse per l’attrattività territoriale, in termini di infrastrutture, di interventi tesi alla sostenibilità, alla formazione e agli investimenti è quello denominato ‘area di crisi complessa’. Altre cose sono riflessioni e auspici che tuttavia non poggiano su alcuna legislazione. Non possiamo continuare a perdere anni dietro diatribe nominalistiche e intanto ancora aspettiamo il completamento della Terni -Civitavecchia, o il collegamento tra i due mari».

Miguel Gotor L’altro senatore Pd presente ha messo in risalto la necessità «di cambiamento e di innovazione rispetto alle origini, perché il problema principale da affrontare è che i fattori tipici di Terni, oggi rischiano di non essere più dei fattori di produzione. Una volta erano caratterizzati dalla presenza di materie prime e di un’energia idraulica, oggi si crea il problema dei trasporti dei manufatti».

Lucio Caporizzi Il direttore di Innovazione e competitività dell’Umbria si è soffermato sulle competenze specifiche maturate da alcune aziende del territoio e sulla necessità che queste facciano sistema tra di loro. «Se le imprese, soprattutto quelle piccole, non creano dei network e dei cluster tra di loro, è inutile pensare ad una crescita». Parlando della la chimica verde ha aggiunto che: «è da apprezzare l’impegno del Miur, che si è finalmente risvegliato dopo un periodo di sonno».

Carlo Ottone Il presidente di Asm Terni, l’ultimo a prendere la parola, ha evidenziato che «la città ha già dimostrato di essere capace, ed è intenzionata ad accelerare, di sviluppare idee e progetti fortemente innovativi, a cominciare da quello relativo alla smart grid, il nuovo sistema tecnologicamente avanzato messo a punto ed adottato dalla stessa azienda, per ottimizzare i servizi sul territorio. Asm può essere presa a modello proprio per dare la risposta all’interrogativo ‘area di crisi, o area strategica?’: l’una cosa può e deve essere base di partenza per l’altra».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.