Lo stabilimento Novelli

di Fabio Toni

Piccoli passi avanti. Questa l’interpretazione che viene data dai sindacati alla decisione del tribunale di Terni di approvare la proposta di concordato preventivo presentata dal board ‘tecnico’ del Gruppo Novelli nominato lo scorso ottobre. Un assenso che, in questa fase, è legato esclusivamente agli aspetti formali e burocratici della proposta, a partire dai requisiti imposti dalla legge.

L’incontro Il prossimo passaggio, decisivo per l’omologa della proposta concordataria, coinvolgerà direttamente i creditori che dovranno esprimersi attraverso un vero e proprio voto. Intanto lavoratori e sindacati sono in attesa di conoscere i primi dettagli sul piano industriale elaborato dal nuovo Cda, base della proposta di rilancio dell’azienda. Un nuovo incontro fra la dirigenza del gruppo e le sigle sindacali nazionali potrebbe svolgersi a breve, forse già entro la prossima settimana in una delle sedi umbre della Novelli, probabilmente a Terni.

La situazione Intanto i sindacati, oggi più di ieri, bollano la situazione come «delicata» e faticano ad andare oltre. Consapevoli, forse, che più di qualcosa verrà rivisto, a partire dal ‘perimetro aziendale’ che potrebbe far convergere gli sforzi produttivi sul core business rappresentato da uova e pane. Intanto c’è attesa per il faccia a faccia: «Sarà un passaggio importante – afferma Stefano Tedeschi della Uila Uil – Siamo consapevoli che dalla fase progettuale si dovrà passare a quella operativa, per dare seguito al piano di rilancio».