Libero Paci, a sinistra

di Marco Torricelli

Stretto tra il patto di stabilità e il decreto sblocca crediti, il Comune di Terni va a caccia di quattrini. La giunta ha deciso di chiedere un allargamento del primo e, per rispondere alle esigenze del secondo, di prendere un maxi prestito.

I debiti Anche perché i dati aggiornati parlano di debiti contratti, dal Comune di Terni e riferiti alla parte corrente – e per i quali si registrano problemi di liquidità – ammontano a 37 milioni e mezzo di euro. Ma il vice sindaco, Libero Paci, spiega che «nei primi mesi del 2013 il Comune ha già provveduto a liquidare circa 12 milioni alle imprese, mentre altri 10 milioni sono disponibili, nelle casse comunali, per finanziare progetti già approvati, ma per poterli sbloccare abbiamo bisogno di un allargamento dei margini previsti dal patto di stabilità». Una procedura, prosegue Paci, «che abbiamo già avviato, tenendo presente che siamo creditori, nei confronti dello Stato, per circa 5 milioni». Ma lo ‘sblocco’ non basterebbe.

Il prestito Ed ecco, allora, che il Comune di Terni ha deciso di chiedere «30 milioni di euro – dice Paci – alla Cassa depositi e prestiti (a livello nazionale, a disposizione delle
amministrazioni locali, ci sono quattro miliardi per pagare i debiti contratti al 31 dicembre dello scorso anno; ndr) e il 15 maggio sapremo quanti di questi soldi ci verranno riconosciuti, in due tranche, la prima a giugno e la seconda a febbraio 2014».

L’impegno Una bella somma e, anche, un bell’impegno «perché a fronte di questa erogazione saremo chiamati a pagare, tenendo presente che il tasso di interesse è del 3,3%, un milione e 600 mila euro di rata all’anno. Per i prossimi 30 anni». Ovvio che la rata si ridurrà proporzionalmente in funzione della somma che la Cassa depositi e prestiti deciderà di erogare «ma siamo ottimisti – spiega Paci – che quello che ci verrà assegnato sarà un congruo finanziamento, grazie al quale potremo immettere, fin dal mese di giugno, una buona dose di liquidità sul territorio e, soprattutto, alle imprese che su di esso operano».

Trenta milioni Grazie a questo finanziamento «al gettito dell’Imu per il 2013 e ad un anticipo da parte della tesoreria – spiega Paci – contiamo di mettere in circolazione, tra giugno e luglio, circa 30 milioni in denaro fresco, che potrà rappresentare un’autentica boccata di ossigeno per l’economia locale», per la quale, secondo il vice sindaco «una buona notizia ritengo possa essere quella relativa al fatto che non ritoccheremo le aliquote Imu già deliberate e manterremo inalterate le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti».

I servizi Un milione e 600 mila euro di interessi da pagare, ogni anno, dovranno però essere reperiti raschiando ancora di più il fondo del barile dei bilanci e il rischio concreto sarà quello di dover ridimensionare ulteriormente alcuni servizi per i cittadini: «Stiamo compiendo degli sforzi – conferma Paci – per fornire risposte concrete alle famiglie, ma sarà necessario un ulteriore ridimensionamento delle spese correnti e che avranno, inevitabilmente delle ricadute sui livelli dei servizi, ma garantisco che non saranno toccati quelli fondamentali».