di Fabio Toni
Un convegno per celebrare i 20 anni di attività della Fondazione Carit. L’evento si è tenuto a Terni nella giornata di mercoledì e ha visto la presenza di Giuseppe Guzzetti, presidente della fondazione Cariplo e dell’Acri. Presenti anche i sei presidenti delle fondazioni bancarie presenti sul territorio regionale. Dall’avvocato Guzzetti arriva un giudizio positivo sulla costituzione della futura Cassa dell’Umbria, risultato della fusione delle quattro casse locali: «Con questa operazione – ha detto – ci potranno essere migliori condizioni per i clienti e, più in generale, per tutto il territorio. La nuova banca rappresenterà sicuramente un presidio importante per il sistema del credito».
Il convegno Il convegno, coordinato dal presidente della Fondazione Carit Mario Fornaci, si è aperto nel ricordo dell´ex presidente Paolo Candelori. Poi la parola è passata a Giuseppe Guzzetti che ha ripercorso la storia delle fondazioni e delle leggi che ne regolano il funzionamento. Come la legge Ciampi che sul finire degli anni ´90 ha sciolto alcuni nodi cruciali, assegnando alle fondazioni lo status di «soggetti privati con piena autonomia statutaria e gestionale». L’avvocato Guzzetti ha poi sottolineato l’ottimo lavoro condotto sul territorio dalla Fondazione Carit: «E’ un esempio di trasparenza. Il bilancio sociale ne evidenzia i numerosi investimenti e l’elevata capacità nella gestione del proprio patrimonio (quantificato intorno ai 180 milioni di euro, ndr)». Ogni anno la Fondazione Carit elargisce contributi sul territorio per oltre 4 milioni di euro in vari settori: sociale, ricerca e formazione, arte e cultura, ambiente e salute. Fino a qualche tempo fa, deteneva il 25% delle azioni della cassa di risparmio di Terni e Narni. Poi la decisione di cedere il pacchetto: «Approvo in pieno questa scelta – ha detto Guzzetti – perché ha permesso di avere a disposizione una liquidità importante». Il presidente dell´Acri ha poi invocato la nascita di un «nuovo welfare», frutto di un legame sempre più stretto fra cittadini, enti e le fondazioni che operano su ciascun territorio.
Di Girolamo e Paglia Anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha sottolineato l´importanza di rapporto stretti fra banche e territorio, rapporti «che molte volte valgono più dei crudi numeri». Il primo cittadino ha parlato di «fondazioni indispensabili per la vita della comunità. Senza loro – ha concluso – tante cose non sarebbero possibili».L´arcivescovo Vincenzo Paglia ha espresso gratitudine alla Fondazione Carit: «Ho passato in questa città dodici anni fantastici, toccando con mano la forza vitale e indispensabile con cui le fondazioni sono in grado di operare». Monsignor Paglia ha ricordato il sostegno ai progetti di ricerca sulle cellule staminali adulte. Un contributo quantificabile in oltre 200 mila euro annui. «È un progetto che pone Terni in primo piano anche in Europa», ha detto. Poi il saluto, visto che monsignor Paglia dovrà lasciare la diocesi ternana per occuparsi, in Vaticano, del pontificio consiglio per la famiglia: «Non sono stato assegnato ad altre diocesi, pertanto resterò arcivescovo emerito di Terni, Narni e Amelia. E, come si dice, me ne vanto». Nel corso del convegno sono intervenuti anche il presidente della provincia Feliciano Polli, quello della camera di commercio di Terni Enrico Cipiccia e il presidente regionale di Confindustria Umbro Bernardini. Quest’ultimo ha ringraziato la Fondazione e si è augurato che le imprese possano «tornare a fare affari con la nascitura Cassa di risparmio dell’Umbria. Credo – ha aggiunto – che ci sia proprio il bisogno di tornare a lavorare insieme, un primo segnale verso quella normalità da cui ci siamo allontanati col passare del tempo e l’incedere della crisi».
Marini: fattore di competitività Dopo l’intervento del vicepresidente dell’Acri Antonio Miglio che ha parlato della nuova Carta delle Fondazioni, con tanto di accenno alle questioni economiche attuali e al cronico debito pubblico italiano. Poi è stata la volta di Catiuscia Marini. «In questa fase – ha detto la governatrice – anche per le fondazioni si pone il tema di una nuova stagione, di una nuova focalizzazione della propria missione. Le fondazioni possano rappresentare un importante fattore di competitività. Come enti pubblici non dobbiamo commettere l’errore di pensare che le risorse delle fondazioni possano sopperire ai tagli della spesa pubblica. Non dobbiamo travisare la loro generosità».

