Quaranta miliardi. A tanto potrebbe ammontare il risarcimento che banche e finanziarie sarebbero chiamate a riconoscere agli italiani se una sentenza della corte di cassazione (la numero 350 del gennaio scorso; ndr), fosse applicata integralmente. La Federconsumatori di Terni avvia una campagna di informazione e di consulenza per chi pensa di essere costretto, per un mutuo o un finanziamento ricevuto, a pagare un tasso usurario.
Tassi usurari Umberto Ricci, presidente di Federconsumatori Terni, spiega così l’iniziativa: «Banche e, soprattutto, finanziarie hanno avuto la possibilità, fino ad oggi, di dar vita ad un circuito perverso che ha portato, aziende e famiglie, a pagare tassi che non è esagerato definire usurari, sui mutui e sui finanziamenti. Ora le cose potrebbero cambiare». Perché non sarà più possibile, dice Ricci, «sommare il tasso ordinario, contrattato al momento dell’accensione del mutuo, con l’eventuale tasso di mora che, in qualche caso, riscontrato soprattutto con le finanziarie, ha fatto raggiungere agli interessi il 28,35%».
Lo sportello In pochi giorni, racconta Ricci, «abbiamo già ricevuto 25 segnalazioni, da parte di singoli cittadini e piccole imprese, a dimostrazione di quanto il problema sia esteso. Per questo motivo abbiamo deciso di dar vita ad uno sportello ad hoc, che sarà aperto tutti i lunedì, dalle 16 alle 18 nella sede di via san Procolo, per raccogliere ulteriori segnalazioni ed offrire consulenza».
Le iniziative La prima cosa che si farà, dice l’avvocato Doretta Bracci, «sarà una verifica dei prestiti conoscessi ed il controllo dei tassi effettivamente applicati su ogni tipo di finanziamento». Per poi passare alla richiesta di ‘concordato’ con l’istituto che quel finanziamento ha erogato: «Ne abbiamo già riscontrati molti che potremmo definire, con un eufemismo, poco chiari e, in caso di diniego – dice Doretta Bracci – si avvieranno delle cause». Che, però, non potranno essere collettive, «ma dovranno essere individuali», con tutte le difficoltà del caso.
La Cgil Per il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, «Credito e speculazione finanziaria sono due aspetti sui quali è indispensabile una presa di posizione forte, soprattutto a fronte di una situazione straordinaria come quella che l’economia, soprattutto locale, sta attraversando». E cita un esempio che da la misura di come il sistema bancario, spesso, non sia sintonizzato con il territorio e le sue urgenze: «Con un’azienda è stato siglato un accordo sindacale relativo alla cassa integrazione, che verrà erogata tra sei mesi. Ad una banca era stato chiesto di intervenire, anticipando i fondi che poi sarebbero stati restituiti. La risposta è stata negativa, con tutti i rischi che ne conseguono, per quell’azienda e per i suoi lavoratori».
Le fondazioni Ma Romanelli approfitta dell’occasione per rilanciare una proposta, che aveva incontrato il sostanziale assenso anche del sindaco Di Girolamo: «Le fondazioni delle Casse di risparmio, in Umbria, devono – secondo il segretario della Cgil ternana – ripensare il proprio modello di gestione dei fondi. Solo la fondazione Carit investe in fondi e titoli oltre 150 milioni di euro, mentre il complesso delle otto fondazioni umbre, tiene immobilizzato, con lo stesso sistema, oltre un miliardo. Noi chiediamo che, almeno una parte di quei fondi vengano messi a disposizione – previo valutazioni preventive – del sistema delle piccole e medie imprese locali, attraverso un fondo rotativo». La proposta, fino ad oggi, secondo Romanelli è stata accolta «con un silenzio che io definisco omertoso». Insomma, sentir parlare di tassi usurari e omertà – nella stessa occasione – qualche allarme lo provoca.
