di Mar. Ros.
Sale a undici il numero di delegati Fim Cisl all’interno della composizione a 27 membri della nuova rappresentanza sindacale in Acciai speciali Terni. Il sindacato metalmeccanici di via del Cassero conta 8 operai, 2 impiegati e un Quadro confermandosi prima sigla all’interno del sito siderurgico ternano. È stata proprio la Fim ad avere la meglio sulla Fiom Cgil nel contenzioso nato nella mattinata di venerdì per l’interpretazione di un voto che ha impegnato a lungo la commissione elettorale. Da segnalare la grandissima partecipazione dei dipendenti, alle urne il 94,7% circa degli aventi diritto.
Dati parziali La novità è l’ingresso dell’Usb nell’esecutivo di fabbrica: l’Unione sindacale di base entra per la prima volta in Rsu ottenendo un delegato nel collegio degli operai. Buono il risultato ottenuto dalla Uilm che incassa un rappresentante tra i colletti bianchi e 4 tra le tute blu perdendo il Quadro a vantaggio Fim per uno scarto di 7 voti. La Fismic si attesta sui livelli del 2014 con tre delegati, due operai e un impiegato. L’Ugl ottiene un posto nel collegio degli operai, dove la Fiom Cgil (secondo sindacato nonostante la notevole perdita di consensi) ne conta cinque; eletto in quota Fiom anche un impiegato.
Fim Cisl vittoria lampante Ad un’analisi più attenta del voto, è possibile notare come l’ingresso dell’Unione sindacale di base abbia sottratto voti alla Fiom Cgil. Questa la sigla penalizzata dalla discesa in campo della nuova forza sindacale. Se prendiamo i dati dell’ultima tornata elettorale, risalente al travagliato anno 2014, vediamo come in termini assoluti la Fim ha perso un solo delegato, la Fiom ne ha persi quattro; la Uilm ne ha uno in meno e lo stesso vale per la Fismic; l’Ugl ne conferma uno e quindi ha rappresentanza pari all’Usb. Già da questi pochi numeri la sconfitta Fiom è incontrovertibile. Di contro il grande risultato della Fim Cisl è lampante in termini percentuali: il sindacato di via del Cassero ha ottenuto circa il 40% dei consensi, nonostante a dividersi la torta ci fosse una sigla in più. Nel 2014, prima che Aspasiel, Tubificio e Sdf fossero inglobate in Ast, l’esecutivo di fabbrica contava 33 delegati, oggi ne vengono eletti 27.
Marcelli Dalla Cisl Umbria le dichiarazioni arrivano dal segretario regionale Riccardo Marcelli: «La scelta condivisa di proseguire nell’inserimento in Segreteria di giovani da affiancare a uomini di esperienza integrando i quadri intermedi di Ast con candidati nuovi ha sortito il risultato sperato. Ancora una volta la Fim esprime la rappresentanza in tutti e tre i collegi: 1 quadro, 2 impiegati e 7 operai, a testimonianza della bontà del lavoro fin qui svolto e della fiducia accordata dai lavoratori. Come Cisl facciamo i complimenti alla squadra della Fim –prosegue Riccardo Marcelli- e soprattutto al gioco di squadra che ancora una volta ha visto protagonisti i rappresentanti dei metalmeccanici che anche nel corso di questi ultimi anni si sono sempre contraddistinti per coerenza, capacità, assunzione di responsabilità, cercando di collocare sempre al centro dell’attenzione la tutela e la rappresentanza di tutti i lavoratori nel tentativo di risolvere le relative problematiche». In un passaggio, il riferimento alla vendita di Ast: «Lavoriamo tutti assieme per rendere Ast sempre più competitiva in modo da garantirle un futuro sereno a prescindere da chi sarà l’azionista».
Vendita Ast Nella giornata di giovedì sulle parole di Hiesinger: «Il ceo della ThyssenKrupp conferma il destino ormai noto per l’Ast, la vendita. Eppure l’amministratore delegato Burelli, durante l’incontro svoltosi al Mise con i segretari nazionali confederali, aveva dichiarato che la nostra azienda sarebbe rimasta nel segmento Materials di Tk, benché non fosse stata inserita nella fusione. Ci troviamo di fronte all’ennesima farsa; non faremo parte del colosso internazionale Tata-Thyssen, non avremo nessuna politica di aggressione del mercato globale, a noi non spetterà nessun ruolo nel panorama mondiale della siderurgia. Il governo – prosegue il sindacato autonomo -, insieme alle amministrazioni regionali e comunali dovrebbero subito iniziare una discussione seria che parta dal presupposto della difesa dell’intero sito, partendo dall’area a caldo. L’Ast, per salvarsi, – tornano a ribadire dall’Usb – deve tornare ad essere pubblica: solo lo Stato può garantire salvaguardia delle produzioni e del ciclo integrato, rilancio ed aggressione del mercato, ambientalizzazione delle produzioni. L’Ast torni pubblica e torni protagonista nel mondo, come un tempo».
Elezioni Rsu Ast Il risultato ha visto ancora una volta la Fim Cisl prima organizzazione con la maggioranza dei delegati in tutti i collegi: impiegati, operai e quadri, ottenendo 836 preferenze. Il segretario regionale della Fim Cisl Simone Liti e il cooordinatore nazionale per la siderurgia Raffaele Apetino: «Grande soddisfazione per il risultato ottenuto frutto della preparazione dei nostri delegati e del grande lavoro di squadra di tutta la Fim a livello locale e nazionale. In questi ultimi anni la Fim è stata sempre protagonista responsabile nei duri anni di crisi che hanno visto coinvolto il sito umbro. Coerenza, capacità e assunzione di responsabilità, pragmatismo sono caratteristiche dell’azione sindacale della Fim che i lavoratori hanno ancora una volta voluto premiare. Continueremo a lavorare tutti assieme per rendere Ast sempre più competitiva in modo da garantire un futuro all’acciaio di Terni e ai suo lavoratori».
L’Usb L’Unione sindacale di base gongola: «Non è stato semplice ed il risultato non era scontato. Ci siamo misurati con la grande macchina organizzativa dei confederali, che ha permesso di raggiungere un livello di partecipazione altissimo e con obiettive difficoltà e limitazioni legate all’assenza di qualsiasi tipo di agibilità sindacale, che abbiamo dovuto subire. Non sarà sicuramente un lavoro semplice, ma i lavoratori hanno oggi di fronte un’alternativa concreta di cambiamento dello stato di cose presenti. Ci adopereremo per portare in evidenza e risolvere le numerose problematiche legate alle condizioni di lavoro precarie nei reparti, per pretendere un nuovo contratto di secondo livello e che sia migliorativo».
@martarosati28
