di Massimo Colonna
Un piano triennale da 400 milioni di euro da spalmare in tre anni. Ossia il doppio degli investimenti del triennio precedente. Questa la mole del Masterplan di Confindustria Umbria per il rilancio del manifatturiero nei territori di Terni e Narni. Un piano imponente che ha individuato le aree di investimento su cui, secondo l’associazione, conviene concentrarsi di più. Il tutto in base al documento redatto dai tecnici della ‘The European House – Ambrosetti’, tra le migliori agenzie private al mondo nel settore degli studi di questo tipo.
Tutta la politica Il nuovo corso è stato presentato venerdì mattina nella sede di Terni Research a Nera Montoro. In aula la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, il presidente di Confindustria Terni Stefano Neri e i maggiori esponenti della politica, delle istituzioni e anche delle forze dell’ordine ternani, narnesi e regionali.
Le quattro leve il piano si sviluppa su quattro obiettivi: incentivare imprenditori locali e multinazionali già presenti sul territorio a consolidare le produzioni; fornire supporto alle piccole e medie imprese locali; supportare le aziende in ripresa dalla crisi della filiera metallurgica; coordinare gli sforzi con gli enti formativi. Queste le basi su cui si muove il progetto che, in sostanza, si propone come incubatore e concentratore di investimenti da parte di privati e istituzioni.
Chi mette i soldi Per definire le risorse a disposizione sul territorio sono stati mobilitati il mondo industriale dell’area Terni-Narni e la Regione. Durante una prima fase consultiva gli imprenditori hanno dichiarato i loro piani di investimento, che ammontano a quasi 360 milioni di euro totali, che sono stati poi messi a sistema con i fondi del Por Fesr regionale, ossia altri 30 milioni. Per ampliare la portata poi c’è una ulteriore fase di consultazione con il ministero dello Sviluppo economico.
Occupazione «Dobbiamo avere il coraggio – ha spiegato Valerio De Molli, manager del team Ambrosetti – di scegliere poche e selezionate priorità e concentrare le risorse disponibili solo nelle iniziative che ci traguardino verso il futuro piuttosto che verso il passato». «I dati dell’area Terni-Narni – ha spiegato il presidente Neri – mostrano la presenza di una correlazione tra gli investimenti e l’andamento dell’occupazione: quando i primi superano la soglia degli 80 milioni annui si innesca una meccanica virtuosa, per cui dobbiamo mantenere una media di 130 milioni l’anno per tre anni per tornare ai livelli occupazionali pre-crisi».
Area di crisi complessa «Non posso che apprezzare il lavoro conclusivo dell’istituto Ambrosetti – spiega in una nota il senatore del Partito democratico Gianluca Rossi anche come capogruppo Pd della commissione finanze e tesoro – perché individua nella chimica verde un asset strategico per la riqualificazione dell’area produttiva ternana. Rimango altresì convinto che a ciò vada aggiunta la seconda imprescindibile gamba, rappresentata dalla siderurgia, ed in particolar modo i materiali speciali. Il tutto però deve necessariamente essere accompagnato da una politica industriale intelligente, che ha il compito di elevare la competitività del territorio favorendo il passaggio da investimenti potenziali a investimenti reali. Per tali ragioni il riconoscimento di area di crisi complessa rappresenta l’unica via per raggiungere l’auspicato e comune obiettivo prefissatoci».
Nuovi inizio per il futuro «Quello di oggi rappresenta un nuovo inizio per il futuro e per la reindustrializzazione dell’area Terni-Narni, nella quale la Regione crede fortemente – ha spiegato la Marini – perché siamo ad una tappa molto importante di un percorso per il quale in questi mesi abbiamo lavorato silenziosamente, per dare corpo concreto ad un progetto di reindustrializzazione di questa area, mettendo in atto una intelligente cooperazione tra pubblico e privato, ed utilizzando al massimo, ed al meglio, tutta la strumentazione pubblica disponibile. Qui potremo realizzare anche innovative ed originali modalità di intervento pubblico, realizzando una positiva integrazione di risorse e strumenti operativi tra i livelli istituzionali regionale, nazionale e comunitario. Ci sono tutte le condizioni per avviare una iniziativa di politica industriale che guardi alle dinamiche di reindustrializzazione con particolare attenzione alla tenuta delle infrastrutture produttive, rappresentate dall’industria di base, attraverso la ricerca di una linea di politica industriale che comprenda le caratteristiche territoriali dell’area ternano-narnese con la possibile integrazione con le politiche nazionali e comunitarie. Le decisioni di politica industriale possono indirizzarsi a settori strettamente manifatturieri, ad altre industrie, così come a filiere di servizi ed alle medie e piccole imprese che in negli anni della crisi hanno resistito ed in molti casi incrementato investimenti ed occupazione».
Le reazioni «Il Pd di Terni – scrivono da via Mazzini – sostiene la Regione Umbria nella sua interlocuzione con il ministero dello sviluppo economico per individuare il percorso più idoneo a rilanciare gli investimenti, il lavoro e la crescita nel nostro territorio. Riteniamo importante il Masterplan per lo sviluppo del manifatturiero di Terni e Narni presentato da Confindustria al polo industriale di Nera Montoro». «Ha fatto bene la presidente Marini – commenta il capogruppo regionale Fi Raffaele Nevi – a raccogliere la sfida degli industriali e assicurare l’impegno della Regione, ponendosi come attore principale. Questo piano non rappresenta solo una questione locale ma è di livello regionale e nazionale. Agirò per fare in modo che anche il mio gruppo parlamentare possa spingere il Governo ad accettare questa proposta, per sperimentare a Terni un nuovo modello di politiche industriali. L’auspicio – conclude – è che tutti convergano verso questa ambiziosa direzione e si riesca a fare quadrato nell’interesse del territorio e per il futuro dei nostri figli».
Twitter @tulhaidetto
