Una protesta alla Novelli (foto Toni-U24)

di F.T.

Dalla riunione di mercoledì scorso al ministero dello sviluppo economico, con i rappresentanti del cda ‘tecnico’ guidato dal professor Alessandro Musaio e le sigle sindacali nazionali, non sono emersi dettagli significativi circa il piano industriale del gruppo Novelli. Fra le poche certezze, il fatto che quel progetto, già depositato in tribunale, rappresenti il ‘cuore’ della proposta di concordato preventivo avanzata dall’azienda. Dopo il parere del giudice competente, se tutto andrà per il verso giusto, la palla passerà all’assemblea dei creditori che dovrà esprimersi a maggioranza. Solo a quel punto si potranno avere maggiori certezze.

Cautela In questa fase la cautela è massima, da parte di tutti gli attori in gioco. In ballo c’è il destino dell’azienda, il suo ‘perimetro’ futuro. Le attività che dovranno essere mantenute e quelle su cui sarà necessaria una riflessione. «Se pensiamo alle condizioni in cui si trovava l’azienda solo sei mesi fa, sull’orlo del baratro e a rischio chiusura, non possiamo dire che non siano stati compiuti passi avanti. Certo, ora entriamo in una fase estremamente delicata, interlocutoria e non è il caso di fare salti di gioia. Ma quanto fatto finora, inclusa la ‘forzatura’ dello scorso ottobre , ci fa dire che anche i sindacati hanno avuto un ruolo importante nell’evoluzione della vicenda». A parlare è il segretario regionale della Uila Uil, Stefano Tedeschi.

Prospettive L’impressione è che il nuovo board del gruppo, lontano dai riflettori, stia facendo del proprio meglio per garantire continuità e una prospettiva credibile alla Novelli. Da qui l’invito all’unità che giunge dagli stessi sindacati. Come la Fai Cisl: «Bisogna continuare su una strada di stretta collaborazione e compattezza fra tutti i soggetti, in primis le istituzioni. Il fallimento avrebbe colpito tutte le componenti del gruppo, indistintamente». I rappresentanti della Flai Cgil sottolineano invece «le difficoltà tecniche oggettive legate alla novità della formula concordataria da un punto di vista giuridico. Tanti punti chiave del piano industriale – spiegano dal sindacato – non sono stati chiariti perché l’azienda non è ancora certa di portare a casa il risultato. Gli scenari futuri? Diversi, legati anche a possibili vendite». Tema delicato, che verrà affrontato a tempo debito.

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