di Marco Torricelli
Brusca e drammatica accelerazione nella vicenda relativa al passaggio di mano di un appalto per le pulizie industriali all’interno dell’Ast. Lunedì mattina, senza nessun preavviso, a 12 dei 24 lavoratori della Rigato di Venezia – che fino 31 dicembre prossimo è titolare dell’appalto, che dal 1° gennaio passerà alla Iosa di Terni – è stato impedito di entrare al lavoro.
Fermati all’ingresso I ‘badge’ magnetici, che fanno scattare i tornelli e permettono ai lavoratori di accedere all’interno dello stabilimento ternano, erano stati disattivati e, di fronte alle rimostranze dei 12 operai che non riuscivano ad entrare, gli addetti alla vigilanza non hanno potuto che confermare la cosa: loro, per l’azienda, dovevano restare fuori.
La reazione La mobilitazione è stata immediata – in programma c’era già uno sciopero – e i lavoratori, dopo aver chiesto l’intervento dei sindacati, si sono riuniti in un’assemblea che ha deciso di proclamare lo sciopero ad oltranza, fino a quando la Rigato non concederà un incontro chiarificatore. Soprattutto perché appare decisamente poco rituale – impedire l’accesso al lavoro agli operai – la scelta fatta dall’azienda.
L’azienda tace Dalla Rigato non arriva nessun commento: la centralinista dice che «per oggi non è possibile parlare con nessuno e da domani siamo chiusi per Natale». Già, il Natale. Facile immaginare come lo passeranno gli operai a cui è stato impedito di lavorare e per la cui sorte i sindacati sono intenzionati a rivolgere un appello al prefetto Bellesini.

Riccà , Mà , sapete perfettamente che chi meglio di me ed altri può capire il vostro stato d’animo … sapere inoltre che chi è stato scelto per conservare il proprio posto non è certo per meriti di lavoro ma per altro , fa ancora più male . La crisi è stata per molte aziende una manna dal cielo per mettere sotto ricatto i propri dipendenti , aiutati anche dalla massiccia presenza straniera che accetta qualsiasi sopruso . In tutto ciò , alla fine noi Italiani ci sentiamo stranieri nel nostro paese e chi dovrebbe difendere i nostri diritti acquisiti dopo anni di lotte feroci , si gira di schiena e sceglie di stare dalla parte degli imprenditori … Tutti sanno cosa succede nelle aziende di tutta Italia , ma si fa finta di non sapere . Io ad esempio ho dovuto accettare di lavorare con le telecamere piazzate sul posto di lavoro per essere controllato in ogni momento della giornata , oppure scoprire di stare in cassa integrazione , ma in realtà stavo lavorando addirittura in trasferta … Si dà sempre colpa al dipendente , perché deve essere il primo a denunciare questo stato di cose , ma chi ha famiglia , un mutuo ed un contratto a termine non ha certo la voglia di fare le crociate … la legge Biaggi non l’hanno mica firmata gli operai , ma governo e parti sociali , i quali sapevano perfettamente a quali conseguenze avrebbe portato questa legge di merda … al precariato selvaggio … e ancora per loro non è sufficiente , vogliono ancora più flessibilità , e chi ci dovrebbe difendere cosa fa ? Niente , organizza gli scioperi programmati 2 mesi prima , fissati sempre di venerdì …