Il Ceo di Aperam Philippe Darmayan

di Marco Torricelli

Ufficialmente non lo diranno mai, ma in casa Aperam sono talmente fiduciosi di portare a termine l’operazione Outokumpu che stanno già ‘ricalibrando’ il proprio piano industriale sulla base delle potenzialità di Acciai Speciali Terni. Se sia una buona notizia lo si verificherà presto.

L’ultimatum L’annuncio dell’aumento dell’offerta economica – e del contestuale ultimatum che scadrebbe venerdì sera – fatta ad Outokumpu, ha dato origine ad una serie di interpretazioni che solo ad affare completato potranno, forse, avere riscontri: di fatto Aperam dovrebbe aver aggiunto un bel pacchetto di milioni alla propria offerta originaria, che era inferiore ai 100, fin quasi a raddoppiarla. Una somma ancora lontana dai 560 milioni che, secondo i finlandesi, rappresentano il valore del ‘pacchetto Terni’, ma c’è da fare un distinguo importante, anche se non piacerà, che si chiama Tubificio.

Il Tubificio Già, perché il Tubificio, che da solo di milioni ne vale un paio di cento, pare proprio che non rientri nei piani – almeno immediati – di Aperam e della ‘casa madre’ ArcelorMittal: anche perché la presenza di quello stabilimento potrebbe innescare nuove problematiche con l’Antitrust. L’offerta fatta, insomma, andrebbe a scontrarsi con quanto è stato sempre detto e ribadito, dai sindacati e dai rappresentanti istituzionali – compreso il vice presidente della commissione europea, Antonio Tajani – che hanno sempre parlato di una vendita del sito ternano nella sua interezza, Tubificio compreso.

GUARDA LE DICHIARAZIONI DI ANTONIO TAJANI

Il progetto In parole povere le cose starebbero così: Aperam (che ha sempre a rimorchio Arvedi e Marcegaglia) vorrebbe, intanto, chiudere in fretta l’accordo con Outokumpu e prendersi gli impianti dove l’acciaio si produce. Poi, magari in un secondo momento – che potrebbe significare tra un anno o due – portato avanti il proprio piano di riorganizzazione (e magari anche quelli di Arvedi e Marcegaglia) riprendere in mano il ‘dossier Tubificio’ e verificare se sarà interessante portarselo a casa.

L’alternativa Un’ipotesi, già emersa nei mesi scorsi, potrebbe tornare d’attualità ed è quella che riguarda la Tubinoxia di Andrea Gatti, che già detiene il 51% delle azioni di Outokumpu Stainless Tubular Product (Ostp), una joint venture sorta nel 2011. Un’ipotesi, l’interessamento di Tubinoxia, ovviamente, tutta da verificare, intanto per l’importanza dell’investimento, ma anche perché l’azienda è specializzata in tubi destinati al settore ’oil and gas’, mentre lo stabilimento ternano realizza prodotti destinati principalmente al comparto ‘automotive’ e all’arredamento.

Zanonato Confermata, per martedì 3 dicembre, la visita del ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, alle acciaierie ternane e sarà una visita ‘quasi’ lampo: in origine il ministro sarebbe dovuto arrivare a Terni in mattinata, ma la sopraggiunta convocazione di un vertice interministeriale ha costretto a modificare il programma. Zanonato arriverà alle acciaierie intorno alle 13 per ripartire tre ore dopo.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.