di Marco Torricelli
Alla Sangemini hanno deciso di sfatare tutti i luoghi comuni. L’ultimo a saltare è quello secondo il quale «poche notizie, buone notizie». Le uniche che arrivano, infatti, sono notizie cattive.
Niente aumento Dal mese di aprile, in base a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria, ai lavoratori della Sangemini doveva essere riconosciuto un aumento di stipendio di circa 40 euro mensili. Ma nelle buste paga di aprile e maggio, quei soldi, non ce li hanno trovati.
Nessun confronto La decisione di non rispettare il contratto, ovviamente, non è piaciuta ai sindacati e, stavolta, a prendere posizione sono direttamente le segreterie regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che accusano la proprietà di aver «non solo disatteso quanto concordato a livello nazionale, ma di averlo fatto senza alcuna comunicazione alle Rsu aziendali», a dimostrazione, chiosano «di quale valore dia, la Sangemini, alle relazioni sindacali».
Il piano Questa «ennesima forzatura – a giudizio dei sindacati – non è accettabile, soprattuto in una fase caratterizzata dalle gravi tensioni, generate dal comportamento aziendale che, come è noto, non ha ancora dato nessuna indicazione relativa al piano aziendale, che dovrà essere presentato entro la fine di luglio, ma del quale ci si attende una prima stesura entro la metà di giugno, per essere sottoposta al vaglio, oltre che nostro, anche della Regione».
Assemblea Per giovedì è stata convocata un’assemblea in fabbrica ed è previsto che «i lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, decideranno ulteriori forme di mobilitazione, per uscire da questo assordante silenzio aziendale». Ma la richiesta è anche un’altra, ed è rivolta alla Regione: «Perché convochi, immediatamente, un nuovo incontro con l’azienda, per conoscerne le intenzioni, soprattutto alla luce del continuo calo dei volumi produttivi, il fermo dello stabilimento Amerino e la chiusura del parco delle Terme». Alle 14,30, poi, la Rsu e i sindacati terranno, davanti ai cancelli dell’azienda, una conferenza stampa per fare il punto della situazione sulla vertenza.
Il sindaco: silenzio sconcertante «Notiamo – commenta il sindaco di San Gemini Leonardo Grimani – un atteggiamento dell’azienda preoccupante e contraddittorio. Abbiamo assunto, insieme alle forze sindacali, un’impostazione votata alla responsabilità massima ma questo metodo deve vedere necessariamente un eguale comportamento da parte dell’azienda che invece sta preferendo un’originale silenzio che oltre ad essere assordante e preoccupante è per certi versi sconcertante». «Chiederemo alla Regione e alle altre istituzioni – aggiunge – un impegno massimo ed immediato, in continuità con le positive azioni fin qui svolte, per un confronto serrato con l’azienda per non correre il rischio di perdere tempo che potrebbe essere prezioso per uscire da questa difficile situazione».
